Come pagare meno tasse per liberi professionisti

Hai sempre sognato di metterti in proprio, di avviare un’attività autonoma e/o di diventare un imprenditore? Allora, non c’è scampo: devi aprire una partita IVA! Questa scelta, tuttavia, cambia in modo radicale l’approccio al lavoro, nel bene e nel male.

Ad esempio, la decisione tra ditta individuale o libero professionista ha una rilevanza fondamentale in tema di previdenza. Infatti, per una ditta individuale, essendo iscritta all’INPS-gestione commercianti è previsto un contributo sul minimale pare a 3.800€ circa, dovuto a prescindere dal fatturato. Invece, un libero professionista senza cassa è iscritto alla Gestione Separata–INPS, versando in percentuale solo se fattura.

Insomma, scegliere di lavorare in autonomia ha dei risvolti pratici molto impattanti. Vediamo nel dettaglio perché.

Quante tasse paga un libero professionista?

Se ti sei deciso per il lavoro autonomo, devi prestare molta attenzione alle righe che seguono. In particolare, devi sapere che, all’inizio, potrai cominciare a esercitare la tua professione anche se privo di partita IVA: è la cosiddetta prestazione occasionale.

Tuttavia, va da subito fatta una precisazione: la prestazione occasionale, malgrado sia il contratto più adeguato per retribuire le opere saltuarie e non continuative, senza vincolo di subordinazione, non è alternativa alla partita IVA fino all’asserito ma non veritiero, limite massimo di 5.000€ di guadagno.

Infatti, essa non rappresenta una soluzione facile e veloce per svolgere attività professionali, ma semplicemente permette di non aprire la partita IVA fintantoché l’attività del lavoratore autonomo non diventi abituale e continuativa nel tempo, ma sempre a prescindere dai guadagni conseguiti.

Ecco, allora, che a fronte di un’attività che si protrae nel tempo, il libero professionista deve, tramite l’apposito modulo dell’Agenzia delle Entrate, richiedere l’apertura della sua partita IVA, prestando attenzione al regime fiscale da adottare e al codice ateco relativo alla sua attività.

Se trattasi di un lavoratore autonomo che esercita un’attività protetta (quale l’avvocato, il commercialista, l’architetto e simili), oltre alla richiesta all’Agenzia delle Entrate, è necessario anche iscriversi all’albo professionale di appartenenza.

Come vengono tassati i liberi professionisti?

Come già anticipato, quando si apre una partita IVA, occorre scegliere quale regime fiscale adottare. La decisione ricade o sul regime forfettario (l’unico ad essere agevolato) o sul regime semplificato.

Nel primo caso, la tassazione è fissa e, pertanto, più contenuta. Tuttavia, va fatta una considerazione: il regime forfettario, infatti, prevede grossi limiti.

Innanzitutto, non permettendo di dedurre i costi sostenuti per la propria attività, ed il reddito da sottoporre a tassazione viene calcolato con l’applicazione di una percentuale di forfettizzazione sui ricavi, che varia in base al codice ateco.

In secondo luogo, questo regime non permette di fruire di detrazioni e deduzioni IRPEF, ad eccezione dei contributi previdenziali versati nel corso dell’anno (salvo che il lavoratore autonomo percepisca anche un altro reddito, ad esempio da lavoro dipendente).

Contrariamente, però, il regime forfettario prevede anche degli interessanti vantaggi, quali la non applicazione di Irap e IVA, ritenuta d’acconto e studi di settore.

Le tasse per liberi professionisti: Italia vs Dubai

L’idea di affrontare tutte questa imposizione fiscale ti spaventa? Tranquillo, la soluzione c’è e si chiama Dubai!

Hai capito bene, se il tuo sogno è lavorare in autonomia, il consiglio è di farlo nel Paese in cui il tuo lavoro è valorizzato e, soprattutto, non soffocato dalle tasse. Ecco, allora, perché trasferisi a Dubai è il consiglio che possiamo darti. Infatti, nelle Free Zone (ovvero Zone di Libero Scambio) di Dubai, i liberi professionisti non pagano le tasse!

Infatti, il governo emiratino ha previsto delle apposite licenze per ogni figura professionale, permettendo, così, a chi desidera avere accesso a quella mansione, di acquistare la licenza e poter lavorare in libertà senza l’opprimente peso delle tasse.

A Dubai la tua libera professione è altamente tutelata e completamente esentasse. Se l’Italia ti crea il problema, Dubai ti dà la soluzione!

Perché lavorare da libero professionista a Dubai

Oltre alla possibilità di lavorare in autonomia completamente detassato, Dubai, ti offre stipendi che superano di oltre il 40% quelli italiani.

Per non parlare, poi, della rete di lavoro che si crea a Dubai: l’emirato, infatti, rappresenta l’hub finanziario internazionale più importante al mondo. Questo perché è il punto d’unione tra il mercato d’oriente e quello d’occidente, creando un network di professionisti di tutto il globo, che trovano in Dubai l’opportunità che cercavano.

Se vuoi fare carriera e ambire a qualcosa di più, lavorare a Dubai è sicuramente conveniente, sia per lo stile di vita che potresti fare, sia per le possibilità di guadagno e crescita professionale.

Essendo in perenne espansione, poi, Dubai favorisce l’insediarsi di nuovi professionisti che trovano terreno fertile per lanciare il proprio business.

Se sei interessato a diventare libero professionista a Dubai, il consiglio è di affidarsi a chi conosce il mercato perché vive e lavora proprio da lì: Daniele Pescara, SEO di Falcon Advice è il ponte per gli italiani che vogliono costituire o trasferire il proprio business a Dubai. Il suo Team è a disposizione per supportarti a 360 gradi nel tuo nuovo percorso di vita, con un programma cucito su misura per le tue esigenze.

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