Residenza fiscale

Residenza fiscale a Dubai: i requisiti di legge e i passi per ottenerla

Gli Emirati e l’Italia decidono con regole diverse chi è residente. I requisiti di ciascun Paese e la convenzione contro le doppie imposizioni dicono dove paghi le tasse.
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COSA SAPERE

Che cos'è la residenza fiscale a Dubai?

La residenza fiscale dice quale Stato può tassare i tuoi redditi. Negli Emirati la regola sta nella Cabinet Decision 85 del 2022, una decisione del governo federale. La legge prevede tre criteri.

La residenza fiscale negli Emirati non cancella da sola quella italiana. L’Italia applica le sue regole e guarda dove passi la maggior parte dell’anno, dove vive la tua famiglia e se sei ancora iscritto all’anagrafe. Se entrambi i Paesi ti considerano residente si parla di doppia residenza. In quel caso decide la convenzione tra Italia ed Emirati, l’accordo che evita di pagare due volte le tasse sullo stesso reddito.

Regola emiratina

La legge prevede tre criteri. Uno è avere negli Emirati la casa principale e il centro dei tuoi interessi. Un altro è passarci almeno 183 giorni in 12 mesi.

Regola italiana

Sei residente se per gran parte dell'anno hai in Italia dimora abituale, famiglia o presenza fisica. Chi è iscritto all'anagrafe è considerato residente, finché non prova il contrario.

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183 giorni

La presenza minima in 12 mesi, uno dei tre criteri della legge degli Emirati

PERCHÉ CONTA

La residenza fiscale a Dubai si dimostra con le prove di dove vivi davvero

Tax Residency Certificate

Il certificato con cui l'autorità fiscale degli Emirati attesta che sei residente fiscale nel Paese.

Gli Emirati nella lista italiana

Per l'Italia gli Emirati sono uno Stato a fiscalità privilegiata, cioè con tasse più leggere, elencato in un decreto del 1999. Il cittadino italiano che si cancella dall'anagrafe per trasferirsi lì resta presunto residente. La prova contraria spetta a lui.

Giorni contati anche a metà

Negli Emirati conta ogni giorno o parte di giorno passato nel Paese. Dal 2024 anche l'Italia conta le frazioni di giorno. Un calendario delle presenze tenuto con cura serve a dimostrare dove sei stato.

Se Italia ed Emirati ti considerano entrambi residente

Decide la convenzione tra i due Paesi, con un ordine preciso. Prima conta dove hai una casa sempre a tua disposizione. Poi dove hai i legami più forti, come famiglia e lavoro. Poi dove passi più tempo, infine la cittadinanza. Se nemmeno così si decide, si accordano le autorità fiscali dei due Paesi.

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Domande frequenti

Residenza fiscale a Dubai

Ecco le risposte a quelle che ci fanno più spesso.
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La regola è nella Cabinet Decision 85 del 2022, in vigore dal 1° marzo 2023. Tra i criteri ci sono la residenza abituale con il centro degli interessi economici e personali, oppure la presenza nel Paese per almeno 183 giorni in 12 mesi consecutivi. Il permesso di residenza, come la Golden Visa, è un'altra cosa. Ti dà il diritto di vivere nel Paese, non la residenza fiscale.
Decide su quali redditi paghi le imposte in Italia. Chi è residente in Italia è tassato su tutti i redditi che possiede, anche quelli prodotti all'estero. Chi non è residente è tassato in Italia solo sui redditi prodotti nel territorio dello Stato. Per questo il trasferimento a Dubai va letto insieme alla tassazione dei due Paesi.
Il Tax Residency Certificate è il documento con cui la Federal Tax Authority, l'autorità fiscale federale degli Emirati, attesta la residenza fiscale. Serve per uso interno o per applicare una convenzione contro le doppie imposizioni. Si chiede su EmaraTax, il portale online dell'autorità. Copre al massimo 12 mesi, mai un periodo futuro. Per una persona fisica servono di norma Emirates ID o passaporto con il report ufficiale di ingressi e uscite dal Paese.
L'articolo 2 del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi, dal 2024 considera residente chi per la maggior parte dell'anno ha in Italia la residenza civile, il domicilio o la presenza fisica. Il domicilio è il luogo delle principali relazioni personali e familiari. Chi resta iscritto all'anagrafe è considerato residente, salvo prova contraria. Lo stesso vale per il cittadino italiano iscritto all'AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, che vive negli Emirati. Gli Emirati sono infatti nell'elenco italiano dei Paesi a fiscalità privilegiata, quindi la prova contraria spetta a lui.
Si applica la convenzione tra Italia ed Emirati contro le doppie imposizioni, in vigore dal 1997. L'articolo 4 guarda prima l'abitazione permanente, poi il centro degli interessi vitali, poi il soggiorno abituale, infine la nazionalità. Se nessun criterio basta, le autorità dei due Stati decidono di comune accordo. Ogni caso va letto sui fatti, dentro una pianificazione fiscale internazionale.