Povertà in Italia ed Europa: la crisi si aggrava

Nell'ultimo anno, il 69% degli italiani teme di precipitare in una situazione di precarietà e il 37% ha dovuto rinunciare a curarsi. I numeri parlano chiaro: la crisi è reale e la preoccupazione è concreta. Tutta Europa è colpita dall’impoverimento e l’Italia conta quasi 6 milioni di persone che vivono nell’indigenza assoluta.

Nell’ultimo anno, il 69% degli italiani teme di precipitare in una situazione di precarietà e il 37% ha dovuto rinunciare a curarsi. I numeri parlano chiaro: la crisi è reale e la preoccupazione è concreta. Tutta Europa è colpita dall’impoverimento e l’Italia conta quasi 6 milioni di persone che vivono nell’indigenza assoluta.

Povertà in Europa: tutti i dati

L’Europa sta affrontando una crescente preoccupazione riguardo al rischio di impoverimento e alla possibilità di finire in una situazione economica precaria.

Secondo i dati del “Barometro europeo sulla povertà e sulla precarietà economica 2023,” un’indagine condotta da Ipsos e dall’ONG francese Secours Populaire, in collaborazione con l’Arci in Italia, questa inquietante tendenza è ampiamente diffusa nei paesi europei.

L’indagine ha coinvolto 10.000 persone in 10 Paesi, tra cui Francia, Italia, Polonia, Germania, Serbia, Moldavia, Grecia, Romania, Portogallo e Regno Unito.

I risultati di questa indagine mettono in luce la crescente ansia della popolazione europea riguardo al rischio di povertà e precarietà economica nei prossimi mesi.

Circa il 48% degli europei intervistati teme di trovarsi in una situazione finanziaria instabile nel prossimo futuro.

Ancora più preoccupante è il fatto che oltre la metà degli europei (il 51%) ha già dovuto ridurre le spese almeno una volta negli ultimi sei mesi, affermando che hanno tagliato le spese relative alla salute, al riscaldamento, al cibo e ai trasporti.

Il 36% dei genitori europei non è stato in grado di soddisfare i bisogni primari dei propri figli, tra cui pasti, assistenza sanitaria, istruzione e abbigliamento, mentre il 30% ha dichiarato di aver sofferto la fame, saltando almeno un pasto.

La diminuzione del potere d’acquisto è un problema sempre più diffuso, con il 55% degli intervistati che afferma di aver visto una sensibile diminuzione nei propri guadagni negli ultimi tre anni.

Le classi medie stanno sperimentando gli effetti negativi della crisi:

  • l’aumento dei prezzi dei generi alimentari;
  • il rincaro dell’energia;
  • la riduzione dei servizi pubblici sostituiti da servizi privati più costosi.

Crisi in Italia ed Europa: le conseguenze

Secondo Etienne Mercier, direttore del Polo d’opinione e del Polo salute di Ipsos, “le difficoltà nell’affrontare le spese correnti sono ulteriormente aumentate, con record di privazioni per i bisogni primari come la salute, i bisogni dei bambini, l’energia e il cibo“.

Questo si traduce in un crescente numero di persone che non può permettersi cure mediche necessarie e che devono rinunciare a consumare frutta e verdura fresca ogni giorno, nonostante le raccomandazioni per una dieta sana.

Inoltre, un terzo della popolazione francese ha difficoltà a procurarsi cibo sufficientemente sano per consumare tre pasti al giorno, mentre il 36% si priva affinché i propri figli non rimangano a stomaco vuoto.

In Italia, l’Arci ha rilevato che il 69% degli italiani è preoccupato dalla possibilità di trovarsi in una situazione di precarietà nel prossimo futuro.

Ancora più preoccupante è il fatto che il 37% degli italiani ha rinunciato a curarsi nell’ultimo anno a causa delle lunghe liste d’attesa nel sistema sanitario nazionale e delle difficoltà economiche nel rivolgersi a strutture private.

L’Arci sottolinea la necessità di affrontare con urgenza la povertà, la precarietà, le diseguaglianze e le esclusioni sociali sia in Italia che in Europa.

Poveri in Italia: i numeri crescono

La povertà in Italia è un problema sempre più preoccupante, una realtà drammatica che sta crescendo in maniera allarmante.

L’Alleanza contro la povertà in Italia denuncia che il numero di persone che vive sotto la soglia di povertà si è triplicato negli ultimi dieci anni.

Secondo le stime, attualmente, sono 5,6 milioni le persone che in Italia vivono in condizioni di indigenza.

Questo numero impressionante rappresenta un aumento costante negli ultimi anni.

Come afferma Antonio Russo, portavoce di questa organizzazione “In Italia, dieci anni fa, erano due milioni e 135.000 i poveri assoluti. Oggi siamo di fronte a una popolazione che ne conta quasi il triplo”.

Uno dei fattori che ha contribuito all’aggravarsi della povertà è l’aumento dei prezzi e dell’inflazione, che ha raggiunto quasi il 6% in Italia.

Questo impatto economico ha colpito in particolare le famiglie più vulnerabili, costringendole a fare i conti con un costo della vita sempre più alto.

Per Russo, questa situazione è come una “tassa piatta su chi non ce la fa. Quando aumenta l’inflazione, gli economisti insegnano, i beni di consumo sono quelli più colpiti ma sono anche quelli dei quali non si può fare a meno”.

Pertanto potrebbero aumentare ulteriormente il numero di persone in povertà assoluta.

Ma la preoccupazione maggiore riguarda le famiglie in povertà relativa.

Queste famiglie, come spiega Russo, “erano fino a qualche tempo fa in una situazione economica normale e avevano un reddito sufficiente e un lavoro dignitoso“.

Inoltre, sempre più spesso si parla di famiglie in povertà relativa anche quando hanno un reddito, ma si trovano in difficoltà a causa delle dimensioni del nucleo familiare, spesso composto da più di tre persone.

Trasferirsi a Dubai: come salvarsi dalla povertà in Italia

La catastrofica situazione economica italiana ed europea costringe i cittadini a scappare per trovare rifugio in territori più stabili.

Allontanarsi dall’Italia significa oggi salvarsi dalla fine già segnata.

Ma dove trovare ristoro per le proprie tasche sempre più a rischio in Europa?

La soluzione per assicurare un futuro florido a se stessi, alla propria famiglia e al proprio business è trasferirsi a Dubai.

L’emirato vanta una qualità di vita senza paragoni, un’economia in costante crescita, ed una finanza bramata da tutti gli investitori del mondo.

Ecco perché Dubai è la meta più gettonata per gli investimenti di tutto il globo: grazie ai suoi benefici fiscale, alle opportunità economiche di crescita e alla possibilità di vivere una vita agiata, il numero di persone che decidono di trasferirsi a Dubai è in perenne aumento.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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