Normativa sulla telemedicina a Dubai: regole, licenze e requisiti per operare nel settore digitale sanitario 

Aprire una società di telemedicina a Dubai senza conoscere a fondo il ruolo di DHA, DoH e MOHAP è il modo più veloce per bloccarsi prima ancora di iniziare.
Normativa sulla telemedicina a Dubai - regole, licenze e requisiti per operare nel settore digitale sanitario

Nel 2026 il mercato della telemedicina negli Emirati Arabi Uniti cresce con un tasso annuo composto del 18,6% e punta a 1.590,3 milioni di dollari entro il 2030. Dietro ogni consulto a distanza, però, si nasconde un sistema preciso di licenze, standard tecnici e obblighi che in pochi conoscono davvero. Se stai valutando di aprire una società a Dubai nel digitale sanitario, conoscere la normativa telemedicina a Dubai è il primo passo obbligato.

Chi regola la telemedicina a Dubai: DHA, DoH e MOHAP a confronto

La normativa telemedicina a Dubai si articola su tre livelli distinti, ciascuno con un proprio ente regolatore. 

Comprendere questa struttura è fondamentale prima di avviare qualsiasi attività nel settore sanitario digitale.

I tre soggetti che governano il settore sono:

– la Dubai Health Authority (DHA), che regola l’emirato di Dubai, inclusa la terraferma e la maggior parte delle free zone;

– il Department of Health di Abu Dhabi (DoH), competente per l’emirato di Abu Dhabi;

– il Ministero della Salute e della Prevenzione (MOHAP), che fissa la base normativa federale e regola direttamente gli Emirati settentrionali, ossia Sharjah, Ajman, Ras Al Khaimah, Umm Al Quwain e Fujairah.

Alla base di tutto c’è la Legge Federale n. 2 del 2019 sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in ambito sanitario, che stabilisce il principio cardine: quando una regola federale entra in conflitto con una regola locale, prevale sempre quella federale.

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Serve una licenza specifica per fare telemedicina a Dubai?

Uno degli equivoci più diffusi tra chi vuole aprire una società di telemedicina riguarda proprio la licenza. In realtà, non esiste una licenza telemedicina autonoma da richiedere.

Il principio è più semplice, ma anche più delicato: la licenza professionale già posseduta da un medico, rilasciata da MOHAP, DHA o DoH, copre automaticamente l’attività di consulto a distanza, a una condizione precisa.

La struttura sanitaria attraverso cui il professionista opera deve possedere l’autorizzazione telehealth rilasciata dal proprio regolatore. Il riferimento tecnico per Dubai è lo standard Standards for Telehealth Services, versione 4, codice DHA/HRS/HPSD/ST-14, pubblicato il 26 settembre 2025 ed entrato in vigore il 26 novembre 2025.

Questo significa che, dal punto di vista pratico, l’esposizione normativa e sanzionatoria ricade principalmente sulla struttura, non solo sul singolo medico. Per chi decide di aprire una società sanitaria digitale, questo è il primo requisito da mettere in ordine, prima ancora di accogliere il primo paziente.

I requisiti tecnici per operare in conformità con la normativa telemedicina a Dubai

Oltre alla componente autorizzativa, la normativa telemedicina a Dubai impone requisiti tecnici molto stringenti sulla gestione dei dati sanitari, pensati per garantire sicurezza e tracciabilità.

Le piattaforme devono rispettare i seguenti requisiti:

– crittografia dei dati sia in transito sia a riposo;

– autenticazione a più fattori per l’accesso ai sistemi;

– certificazione di sicurezza riconosciuta, come la ISO 27001;

– server fisicamente collocati all’interno degli Emirati Arabi Uniti, in linea con la regola di localizzazione dei dati prevista dalla Legge Federale n. 2 del 2019;

– interfaccia disponibile sia in arabo sia in inglese;

– integrazione obbligatoria con il sistema di scambio delle informazioni sanitarie dell’emirato, che a Dubai corrisponde a NABIDH, mentre ad Abu Dhabi è Malaffi e per le strutture MOHAP è Riyati.

Questi requisiti si applicano trasversalmente a tutti e tre i regolatori e anche alle free zone, senza eccezioni.

Cosa consente e cosa vieta la normativa telemedicina a Dubai

Non tutta l’attività medica può essere erogata a distanza. 

La normativa telemedicina a Dubai individua con precisione le categorie di servizio ammesse e quelle escluse.

Sono generalmente consentiti il teleconsulto, la telediagnosi, il telemonitoraggio e, in alcuni casi specifici, la prescrizione tramite consulto a distanza.

Restano invece esclusi in modo esplicito i casi di emergenza che richiedono un intervento immediato e la prescrizione a distanza di farmaci narcotici, controllati e semicontrollati.

Questa distinzione è centrale per chi intende aprire una società nel settore, perché definisce concretamente il perimetro dei servizi offribili e, di conseguenza, il modello di business sostenibile.

DHA, DoH e MOHAP a confronto: tabella riepilogativa

RegolatoreArea di competenzaLicenza telemedicina dedicataRiferimento normativo principale
Dubai Health Authority (DHA)Dubai, terraferma e maggior parte delle free zoneNon richiesta, serve autorizzazione telehealth della strutturaStandards for Telehealth Services v4, DHA/HRS/HPSD/ST-14
Department of Health Abu Dhabi (DoH)Abu DhabiNon richiesta, basta la licenza professionale DoHDOH Standard on Tele Medicine, DOH/SA/TLM/0.9/2020
Ministero della Salute e della Prevenzione (MOHAP)Emirati settentrionali e baseline federaleNon richiesta, licenza professionale MOHAPLegge Federale n. 2 del 2019

Come si vede, il principio è uniforme in tutto il Paese: nessuna licenza a parte, ma autorizzazione obbligatoria della struttura sanitaria presso il regolatore competente.

Aprire una società di telemedicina a Dubai nel 2026: numeri e opportunità

I numeri raccontano un settore in piena espansione. Il mercato della telemedicina negli Emirati Arabi Uniti, valutato circa 560,3 milioni di dollari nel 2024, è proiettato a raggiungere 1.590,3 milioni di dollari entro il 2030, con un CAGR del 18,6%, un ritmo di crescita superiore alla media dell’intero settore sanitario del Paese.

A Dubai, il numero di ospedali è raddoppiato negli ultimi sette anni, arrivando a circa 55 strutture entro la fine del 2025, un dato che riflette l’espansione continua dell’offerta sanitaria e, di conseguenza, della domanda di servizi digitali complementari.

Chi decide oggi di aprire una società nel settore della salute digitale a Dubai può scegliere tra costituzione in free zone o sul mainland, con implicazioni diverse su licenza commerciale, possibilità di operare con il mercato locale e requisiti di partnership. 

La scelta corretta dipende dal modello di business e dal tipo di pazienti che si intende servire.

Muoversi in un settore così regolamentato senza una guida esperta espone a rischi concreti di ritardo nell’ottenimento delle autorizzazioni e di non conformità.

Se vuoi capire quale struttura societaria e quale percorso autorizzativo si adattano al tuo progetto di telemedicina a Dubai, il team di Daniele Pescara Consultancy può guidarti passo dopo passo, dalla scelta della giurisdizione fino all’ottenimento delle licenze necessarie.

FAQ

No, non esiste una licenza autonoma dedicata alla telemedicina. 

La licenza professionale già posseduta dal medico, rilasciata da DHA, DoH o MOHAP, copre anche l’attività di consulto a distanza. 

È però obbligatorio che la struttura sanitaria attraverso cui si opera possieda l’autorizzazione telehealth rilasciata dal proprio regolatore.

Il settore è regolato da tre autorità distinte, ciascuna competente su un’area geografica specifica.
La Dubai Health Authority governa Dubai, il Department of Health governa Abu Dhabi, mentre il Ministero della Salute e della Prevenzione fissa la base normativa federale e regola direttamente gli Emirati settentrionali.
In caso di conflitto tra norma federale e norma locale, prevale sempre quella federale.

 

Sì, ma con limiti precisi stabiliti dalla normativa. 

La prescrizione a distanza è consentita per la maggior parte dei farmaci nell’ambito di un consulto regolare. 

Restano invece esclusi in modo esplicito i farmaci narcotici, controllati e semicontrollati, che non possono mai essere prescritti a distanza.

No, i casi di emergenza che richiedono un intervento immediato sono esplicitamente esclusi dallo standard DHA sulla telemedicina. 

Per queste situazioni resta obbligatorio il ricorso alle strutture di pronto soccorso fisiche. 

La telemedicina è pensata per teleconsulto, telediagnosi e telemonitoraggio, non per la gestione di urgenze cliniche.

La normativa impone che i server siano fisicamente collocati all’interno degli Emirati Arabi Uniti. 

Questo obbligo di localizzazione dei dati deriva dalla Legge Federale n. 2 del 2019 sull’uso delle tecnologie dell’informazione in ambito sanitario. 

La regola si applica a tutti i regolatori del Paese e anche alle free zone, senza eccezioni.

A Dubai l’integrazione obbligatoria è con NABIDH, il sistema di scambio delle informazioni sanitarie dell’emirato. 

Ad Abu Dhabi il sistema equivalente si chiama Malaffi, mentre per le strutture regolate da MOHAP il riferimento è Riyati. 

Questa integrazione garantisce la tracciabilità e la continuità dei dati clinici del paziente.

La scelta dipende dal modello di business e dal tipo di pazienti che si intende servire. 

Una società in free zone offre generalmente maggiore semplicità di costituzione, mentre una società sul mainland consente un accesso più diretto al mercato locale. 

Entrambe le opzioni richiedono comunque il rispetto degli stessi requisiti sanitari e tecnici previsti dalla normativa.

Il mercato è in forte espansione, con un valore proiettato di 1.590,3 milioni di dollari entro il 2030, a fronte dei 560,3 milioni di dollari registrati nel 2024.
Questo corrisponde a un tasso di crescita annuo composto stimato intorno al 18,6%, superiore alla media dell’intero settore sanitario del Paese.
Il numero di ospedali a Dubai è inoltre raddoppiato negli ultimi sette anni, segno di un ecosistema sanitario in piena espansione.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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