Il mercato immobiliare italiano è in stagnazione, con il 27,2% delle abitazioni vuote e un patrimonio spesso datato, poco attrattivo per investitori e acquirenti. Al contrario, Dubai vive un boom senza precedenti, con transazioni immobiliari che nei primi nove mesi del 2023 hanno raggiunto i 528 miliardi di AED (circa 134 miliardi di euro), segnando un aumento del 44% rispetto all’anno precedente. Grazie a politiche fiscali favorevoli, progetti innovativi e rendimenti da locazione tra i più alti al mondo (6-8% annuo), Dubai si afferma come destinazione preferita per investimenti sicuri e ad alto rendimento. Mentre l’Italia fatica a rinnovare il suo patrimonio immobiliare e stimolare la domanda, Dubai punta su modernità, sostenibilità e infrastrutture all’avanguardia, attrarre capitali globali e offrire opportunità in continua espansione.
Dramma Immobiliare in Italia: Tutti i Numeri
In Italia, quasi un’abitazione su tre risulta vuota, con una percentuale del 27,2%, nonostante l’aumento del 6,5% delle case abitate tra il 2011 e il 2021.
Questi dati emergono dal rapporto “Today abitazioni” dell’Istat, relativo all’anno 2021.
Le abitazioni non occupate si concentrano principalmente nelle regioni insulari e nel sud del Paese, con la Valle d’Aosta che detiene il primato.
La Lombardia, invece, presenta la maggiore densità abitativa, con 234,7 alloggi per chilometro quadrato, rispetto alla media nazionale di 116,8.
Inoltre, il 56,3% degli edifici è stato costruito tra il 1961 e il 2000, mentre il 9,5% supera i 100 anni. Le regioni con le abitazioni più antiche sono Liguria, Toscana e Piemonte.
Analizzando la distribuzione geografica, il 27,5% delle abitazioni si trova nel Nord-Ovest, seguito dal Sud con il 22,8%.
Al Centro si registra il 18,9%, nel Nord-Est il 18,8% e nelle Isole il 12%.
Anche le abitazioni occupate seguono un modello simile: il 28,0% nel Nord-Ovest, il 21,3% al Sud, il 20,2% al Centro e il 19,8% nel Nord-Est, con il restante 10,7% nelle Isole.
Se si considerano le case non occupate, le percentuali più alte si trovano nel Sud Italia, con un tasso del 26,8%.
Il Nord-Ovest segue a breve distanza con il 26,3%, mentre il Nord-Est (16,0%), il Centro (15,5%) e le Isole (15,3%) risultano più distaccati.
Negli ultimi tre anni, le abitazioni non occupate ammontavano a 9.581.772, mentre quelle con almeno un residente erano 25.690.057.
A livello regionale, la Lombardia ha la quota più alta di abitazioni, rappresentando il 15,9% del totale e il 17,2% delle abitazioni occupate.
Con 234,7 case per chilometro quadrato, supera la media nazionale di 116,8.
Seguono la Sicilia e il Lazio, entrambe con il 9% delle abitazioni totali, e la Campania con l’8,1%.
Le regioni con la minore percentuale di abitazioni sono la Valle d’Aosta (0,4%) e il Molise (0,7%), dato comprensibile considerando le loro dimensioni territoriali ridotte.
Le regioni con le percentuali più elevate di abitazioni occupate rispetto al totale sono il Lazio (80,5%), la Lombardia (78,8%), l’Emilia-Romagna (78,2%) e il Veneto (78,0%).
La Valle d’Aosta mantiene il primato con il 56,0% di abitazioni non occupate, seguita dal Molise (44,6%) e dalla Calabria (42,2%). Altre regioni con alti tassi di case vuote includono Trento, Abruzzo, Liguria e Sicilia.
Dimensioni delle abitazioni vuote
Le abitazioni vuote tendono ad essere più piccole, mentre quelle tra 80 e 99 metri quadrati risultano le più occupate.
Secondo il report dell’Istat, Roma è la città con il maggior numero di abitazioni in Italia, con il 6,4% del totale nazionale, seguita da Milano e Napoli.
Una grande parte degli immobili è di epoca passata: il 56,3% è stato costruito tra il 1961 e il 2000, mentre il 9,5% ha più di cento anni. Le abitazioni più antiche si trovano in Liguria, seguite da Toscana e Piemonte.
Questi dati sono preoccupanti se considerati insieme alle sfide dell’efficienza energetica.
Secondo un rapporto dell’agenzia per l’energia Enea, il 60% delle abitazioni italiane è stato costruito prima del 1976, anno dell’introduzione della legge sul risparmio energetico.
La situazione è simile per il 12% degli edifici non residenziali.
La maggior parte delle persone vive in case costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta, con poche nuove costruzioni dal 2006.
Mercato Immobiliare di Dubai: la Crescita Continua
A fronte della stasi che caratterizza il mercato immobiliare italiano, il settore immobiliare di Dubai si trova in pieno boom, attirando un numero crescente di investitori internazionali.
Secondo i dati del Dubai Land Department, il valore complessivo delle transazioni immobiliari a Dubai nel 2023 ha raggiunto i 528 miliardi di AED (circa 134 miliardi di euro) nei primi nove mesi dell’anno, segnando un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La crescita non riguarda solo il valore, ma anche il volume: sono state registrate oltre 122.000 transazioni, un incremento del 38%.
Questi numeri evidenziano come Dubai rappresenti una delle destinazioni più dinamiche e promettenti per chi intende investire nel settore immobiliare.
Uno dei fattori principali che alimentano questo boom è la domanda internazionale.
Dubai attrae acquirenti da tutto il mondo grazie a una combinazione di politiche favorevoli, assenza di imposte sui guadagni immobiliari e un clima economico stabile.
L’ampia gamma di progetti residenziali e commerciali, dalle lussuose ville sul mare agli innovativi grattacieli nel cuore della città, offre opportunità per tutti i tipi di investitori.
Inoltre, i rendimenti medi degli affitti a Dubai, tra il 6% e l’8% annuo, superano di gran lunga quelli delle principali città europee, rendendola una scelta particolarmente attraente per chi cerca reddito passivo da locazione.
Infine, la modernità e l’innovazione delle infrastrutture di Dubai giocano un ruolo cruciale.
Progetti come il Dubai 2040 Urban Master Plan promettono di espandere ulteriormente le opportunità, con quartieri sostenibili e spazi urbani concepiti per supportare la crescita della popolazione e delle imprese.
La città beneficia inoltre di una crescente popolazione residente e di un flusso continuo di turisti, alimentando costantemente la domanda di immobili.
In questo contesto, mentre il mercato italiano si confronta con un alto numero di abitazioni vuote e un patrimonio immobiliare spesso obsoleto, Dubai si afferma come un punto di riferimento globale per investimenti sicuri, dinamici e ad alto rendimento.
Anche se il settore immobiliare è in forte aumento, le insidie non mancano.
Si consiglia di affidarsi a consulenti esperti e di optare per investimenti in ambito societario, certamente più sicuri e affidabili.
Investire a Dubai rimane un’opportunità interessante per gli investitori di tutto il mondo.