Il Fondo monetario arabo (AMF) ha pubblicato il suo Rapporto sulle Prospettive Economiche Arabe, che prevede una crescita economica robusta negli Emirati Arabi Uniti (EAU) per i prossimi due anni. Non solo fortuna quella degli EAU, che da sempre si mostrano lungimiranti e proattivi nella costruzione della loro buona sorte. Ed ora, come oramai da tempo, traggono il frutto del loro impegno, guardando sempre avanti e puntando sempre più in alto.
Emirati Arabi Uniti: tutti i numeri (ancora in crescita!) del successo economico
Secondo il Rapporto sulle Prospettive Economiche Arabe prodotto dal Fondo Monetario Arabo (AMF), la crescita economica degli EAU dovrebbe rimanere stabile con una media del 4,6% dal 2022 al 2024, guidata dall’aumento dei prezzi del petrolio e dal miglioramento della fiducia delle imprese.
Il rapporto prevede un tasso di crescita del 4,2% per gli EAU nel 2023, accompagnato da un calo dell’indice dei prezzi al consumo al 2,9% nel 2023 e al 2,57% nel 2024.
Il rapporto ha anche mostrato che i Paesi arabi con programmi e strategie di riforma economica per diversificare le loro economie, migliorare la loro resilienza, ottimizzare i loro ambienti imprenditoriali, potenziare il settore privato e investire nel capitale umano sono più in grado di far fronte agli shock economici.
Secondo il Rapporto AMF, il tasso di crescita economica dei Paesi arabi salirà al 4% nel 2024, principalmente grazie alla prevista stabilità dei prezzi del petrolio e del gas, dei prezzi dei beni di base e dell’inflazione controllata.
L’aumento dei prezzi dell’energia stimolerà la crescita economica dei principali esportatori di petrolio arabi nel 2023 e nel 2024, con le loro economie che dovrebbero crescere del 3,4% nel 2023 e del 4,2% nel 2024.
Il rapporto ha sottolineato che promuovere la localizzazione della forza lavoro e aumentare la partecipazione dei cittadini nel settore privato è un altro approccio chiave per raggiungere la crescita nei paesi del CCG, in particolare negli EAU, in Arabia Saudita e nel Bahrein.
Economia degli Emirati Arabi Uniti: dal petrolio alla diversificazione
Secondo il rapporto AMF, i Paesi arabi che importano petrolio vedranno il loro tasso di crescita aumentare dal 3,1% nel 2023 al 4% nel 2024, dopo che l’inflazione sarà controllata entro la fine di quest’anno e le politiche monetarie saranno allentate.
Il rapporto ha anche evidenziato che i Paesi del Concilio di Cooperazione del Golfo (GCC) hanno una prospettiva positiva per il 2023, con una crescita prevista del PIL del 3,4%, principalmente grazie ai loro sforzi per diversificare le loro fonti di reddito.
I prezzi del petrolio dovrebbero rimanere stabili e alti, con conseguente aumento delle entrate petrolifere e migliori risultati finanziari, riserve valutarie e posizioni fiscali.
Tuttavia, negli ultimi anni, in risposta alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio e alla necessità di rendere maggiormente sostenibile l’economia del Paese, gli EAU hanno avviato un processo di diversificazione economica volto ad aumentare il contributo del settore non oil all’economia del Paese e ad affrancare lo sviluppo del paese dalla tradizionale dipendenza petrolifera.
Il processo di diversificazione economica è stato costruito su un modello di sviluppo imperniato sull’innovazione, la tecnologia e la creatività.
L’obiettivo è perseguito da programmi di investimento ambiziosi come “Operation 300 Bn”, promossa dal Ministero dell’Industria e della Tecnologia per raddoppiare entro il 2031 il contributo del settore industriale e manifatturiero al Pil nazionale.
La crescita economica degli EAU: il vantaggio per l’Italia
Questa fortunata e ricca cornice d’insieme, all’interno della quale si inserisce anche l’eredità positiva di Expo Dubai 2020, costituisce un volano per la domanda di beni made in Italy integrati nei settori non petroliferi, primo su tutti quelli dell’artigianato.
Per le imprese italiane, infatti, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano soprattutto un importante mercato di sbocco per l’export italiano.
Nel 2022, le esportazioni dall’Italia verso gli EAU sono aumentate del 25,2%, consolidando il nostro Paese come principale partner commerciale degli Emirati Arabi Uniti tra quelli dell’Unione Europea.
L’interscambio commerciale tra Italia ed Emirati Arabi Uniti è in significativa e continua crescita.
Secondo i dati del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’export italiano verso gli Emirati Arabi Uniti nel 2020 è stato pari a 5,6 miliardi di euro, con un aumento del 15,3% rispetto all’anno precedente.
Il settore manifatturiero rappresenta la maggior parte dell’export italiano verso gli Emirati Arabi Uniti, con particolare riferimento alle macchine elettriche ed elettroniche, ai prodotti chimici e farmaceutici, ai prodotti alimentari e alle bevande.
Il settore della moda italiana è inoltre molto apprezzato dagli Emirati Arabi Uniti, che rappresentano il primo mercato di sbocco per l’export italiano di abbigliamento e tessile nel mondo arabo.
L’Italia e gli Emirati Arabi Uniti hanno stretto importanti accordi commerciali negli ultimi anni, come l’Accordo di partenariato economico, firmato nel 2016, che ha creato un quadro giuridico per la promozione degli scambi commerciali e degli investimenti tra i due Paesi.
Nel 2019, l’Italia ha partecipato all’Expo di Dubai, evento che ha rappresentato un’importante occasione per promuovere il made in Italy e per rafforzare le relazioni commerciali tra i due Paesi.
Il governo italiano ha inoltre promosso una serie di iniziative per favorire l’export verso gli Emirati Arabi Uniti, come la creazione di un nuovo ufficio ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero) ad Abu Dhabi nel 2019, che ha lo scopo di promuovere l’export italiano e di assistere le imprese italiane che desiderano investire negli Emirati Arabi Uniti.
Investire a Dubai: i benefici per le imprese italiane
Gli Emirati Arabi Uniti sono un mercato molto interessante per le imprese italiane che desiderano espandersi all’estero e far crescere il loro business, in particolare l’Emirato di Dubai.
Per le imprese italiane che desiderano espandersi nei mercati esteri, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un’opportunità molto interessante.
Il Paese offre una posizione geografica particolarmente favorevole, collocata fra Asia, Europa ed Africa, che lo rende il principale snodo logistico e commerciale della regione.
Inoltre, dato che il governo emiratino ha investito molto nella diversificazione economica del Paese, ha permesso di creare nuove opportunità per le imprese italiane nei settori non petroliferi: così aprire una società a Dubai è il modo più sicuro per un proprio asset straniero.
Il vantaggio più immediato per gli imprenditori italiani e non solo che hanno già deciso e che ogni giorno decidono di investire a Dubai aprendo una società nell’emirato è, ovviamente, la fiscalità agevolata, che fa di Dubai l’unico Paradiso Fiscale del 2023.
Proprio per questo Dubai è la meta più scelta da qualsiasi investitore straniero che desideri mettere in sicurezza in proprio portafoglio e accrescere la propria attività fino al successo.


