Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate dichiara:  “il fisco non sarà mai amico del contribuente”

Ebbene sì, in Italia “il fisco non sarà mai amico”: e se lo dice il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, la cosa è davvero allarmante. Infatti, nell’Inferno Fiscale tutto all’italiana, la fiscalità è il primo cappio al collo di imprenditori e famiglie: fortunatamente, c’è una salvezza da questa martirio legalizzato, ed è il Paradiso Fiscale di Dubai, dove la tassazione è agevolata e tutta a sostegno della comunità.
Agenzia Entrate Italia

Ebbene sì, in Italia “il fisco non sarà mai amico”: e se lo dice il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, la cosa è davvero allarmante. Infatti, nell’Inferno Fiscale tutto all’italiana, la fiscalità è il primo cappio al collo di imprenditori e famiglie: fortunatamente, c’è una salvezza da questa martirio legalizzato, ed è il Paradiso Fiscale di Dubai, dove la tassazione è agevolata e tutta a sostegno della comunità.

Il fisco in Italia non supporta nemmeno i contribuenti regolari

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha annunciato l’imminente entrata in funzione del meccanismo di incrocio dei dati dei conti correnti con quelli delle banche dati dello Stato per stanare gli evasori.

L’obiettivo è quello di recuperare risorse preziose con cui finanziare manovre e soprattutto abbassare il cuneo fiscale, obiettivo sempre più difficile nel sentiero stretto della legge di bilancio.

Secondo Ruffini, il Fisco non può essere amico dei contribuenti, nemmeno di quelli perfettamente regolari, ma può essere solo un corretto ed equo interlocutore.

Il direttore ha sottolineato l’importanza di strumenti innovativi e processi di digitalizzazione per accelerare i controlli incrociati delle Entrate e ha annunciato l’introduzione di tali strumenti per garantire una giusta intransigenza verso i contribuenti infedeli.

La convenzione triennale siglata tra l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia e delle Finanze mira a incassare 2,8 miliardi in più nella lotta all’evasione entro il 2025.

Per raggiungere questo obiettivo, è stato avviato un ambizioso piano di reclutamento di 11mila funzionari per recuperare capacità operativa.

Nuovi controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate in Italia

Il direttore Ruffini ha precisato che l’80% del totale dell’evasione riguarda chi non presenta la dichiarazione dei redditi o la presenta in modo infedele, mentre meno del 20% riguarda la cosiddetta evasione da versamento, cioè di chi presenta la dichiarazione, ma poi non salda quanto deve.

Per stanare gli evasori, l’Agenzia si avvale di strumenti come l’Archivio dei conti correnti, che consente di intercettare i soggetti con residenza fittizia all’estero ma che hanno conti correnti nel nostro Paese.

Il direttore ha poi distinto il recupero dell’evasione fiscale dalla riduzione dell’evasione fiscale.

Quest’ultima negli ultimi anni è scesa, grazie alla lealtà crescente dei contribuenti. Tuttavia, il recupero dell’evasione fiscale è ancora un obiettivo importante e l’anno scorso l’Agenzia è riuscita a recuperare il record di 20 miliardi.

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottoscritto la convenzione triennale con l’Agenzia e ha dichiarato che ormai nulla sfugge più al Fisco.

Grazie alle soluzioni tecnologiche, il governo intende contrastare l’evasione fiscale e sfruttare al massimo le informazioni a disposizione.

Residenza all’estero: tutti i rischi

Alla luce di quanto annunciato dal direttore Ruffini, le ultime tecnologie più avanguardiste saranno in grado di intercettare gli evasori fiscali, soprattutto verificando i soggetti che siano falsamente residenti all’estero ma titolari di conti correnti in Italia.

Ovviamente, considerato il carico fiscale soffocante a cui l’Italia sottopone i suoi contribuenti, il numero di persone che hanno deciso di portare la loro residenza all’estero è sempre più crescente.

A detta di Ruffini, chiunque risulti essere residente in uno Stato estero in modo menzognero, sarà scopato dagli algoritmi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate e, così, sanzionato.

Quanto pare, la riservatezza dei dati degli italiani all’estero sembra venire meno ed essere violata proprio da quelle istituzioni che dovrebbero proteggere la loro comunità.

Tuttavia, a fronte di quanto dichiarato dal direttore, appare sempre più forte la necessità di proteggere la propria privacy.

Pertanto, è necessario sapere che vi è solo un Paese al mondo che garantisce la massima riservatezza dei dati personali e imprenditoriali di chi vi è residente: gli Emirati Arabi Uniti.

Trasferirsi negli UAE: la salvezza dal fisco italiano

Come è risaputo, il CRS (Common Reporting Standard) ovvero lo scambio di informazioni tra stati, funzionante a livello mondiale (a parte la Costa Rica) mette in seria difficoltà la tutela della privacy degli investitori all’estero, che vengono immediatamente individuati.

Tanto più, tra l’altro, se si decide di spostare la propria residenza ed investire in uno dei classici paradisi fiscali, già inseriti nelle Black List del sistema bancario SWIFT, da sempre sotto i riflettori delle autorità del pianeta.

Pertanto, la soluzione è solamente una: scegliere di trasferire la propria residenza negli Emirati Arabi Uniti.

Tali territori consentono, a differenza di qualsiasi altro Paese di trasferire la propria residenza e investire nel loro territorio, vedendo tutelata al 100% la propria riservatezza.

Perché? È presto detto: gli EAU non comunicano ad alcuna autorità i dati personali, bancari e societari di alcun investitore, purchè quest’ultimo sia residente nel Paese.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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