Ottenere un visto di residenza a Dubai

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Il rilascio di un visto di residenza – che si distingue totalmente dal visto turistico, che può avere durata di 30, 60 o 90 giorni in base alla tipologia di passaporto posseduto dal cliente e dall’appartenenza o meno di quest’ultimo all’area Schengen – consente di soggiornare a Dubai da uno a tre anni (se temporaneo; 10 anni se a lungo termine) con diritto di rinnovo alla scadenza. 

Inoltre, per la validità del visto di residenza,  gli Emirati richiedono all’utente che desidera ottenere la residenza di accedere negli UAE almeno una volta ogni sei mesi, calcolando l’anno con calendario solare e non civile.

E’ conveniente spostare la residenza a Dubai?

Alla luce della preoccupante situazione debitoria Italiana che ricorda quella della Grecia del 2011 (con un aggravio del debito pubblico dato dalle misure di emergenza da COVID-19 che ha portato il rapporto Debito/PIL a salire dal 135% al 160% nel 2021), molti sono gli investitori italiani che ponderano di spostare le proprie fortune a Dubai.  Attualmente, i residenti Italiani a Dubai sono circa 10.000, con oltre 200.000 aziende registrate nelle Free Zone della sola capitale turistica del Golfo Persico

Tuttavia, non sempre tali utenti sono accettati di buon grado negli Emirati Arabi Uniti. 

Infatti, è bene ricordare che la legge Italiana impone ai residenti del Paese che detengono conti o investimenti esteri, di segnalarlo alla Agenzia delle Entrate tramite la compilazione del modulo RW della dichiarazione dei redditi, ogniqualvolta, appunto, vengano depositati risparmi fuori dai confini nazionali.

Ecco perché sono sempre di più gli italiani che valutano di spostare la propria residenza a Dubai.

Ma come si ottiene, dunque, un visto di residenza a Dubai?

Le diverse tipologie di visti di residenza

Le diverse tipologie di visti di residenza

Gli Emirati Arabi Uniti propongo molteplici soluzioni per l’acquisizione del visto di residenza, che vengono scelte in base ai fattori che vengono presi in considerazione, quali:

  • la nazionalità del richidentende;
  • la solvibilità del richidentende;
  • l’attività da sviluppare nel territorio a lungo e/o a breve termine;
  • il livello di istruzione;
  • la tipologia di progetto/azienda/visone imprenditoriale;
  • il trasferimento con o senza prole.

Tutto ciò premesso, i principali visti di residenza risultano essere:

INVESTOR VISA, nel caso in cui il cliente possieda una società e/o una partecipazione e/o quote all’interno di una società di qualsiasi natura giuridica, purchè l’attività sia ovviamente regolarmente registrata negli U.A.E.;

REAL ESTATE INVESTOR VISA: il rilascio di questa tipologia di visto è soggetto all’acquisto di un immobile del valore minimo di almeno 500.000 Dirham (circa 115.000 Euro);

FREELANCER VISA:è un permesso riservato a determinate tipologie di liberi professionisti e strettamente vincolato al Freelance Permit (molto simile alla S.n.c. Italiana o ditta individuale).

Daniele Pescara Consultancy sconsiglia questa tipologia di visto perché comporta molteplici restrizioni, a partire dai vincoli di fatturazione all’apertura degli account bancari;

EMPLOYEE VISA: questa tipologia di visto è concessa solamente qualora il richiedente risulti essere soggetto assunto quale dipendente; la società che assume, inoltre, deve essere abilitata al rilascio del visto con dei parametri contrattuali legati sia alla tipologia di società, intesa come persona giuridica, sia al contratto di lavoro che verrà stipulato con il soggetto interessato.

Come ottenere un visto di residenza a Dubai

Tra le varie tipologie di visti di residenza è possibile distinguere quello – temporaneo – della durata da 1 a 3 anni e quelli – di lungo termine – della durata di 10 e di 5 anni.

I requisiti per ottenere un visto di residenza temporaneo (1-3 anni) a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti sono: la presenza di un contratto di lavoro; la registrazione della società; l’acquisto di beni immobili; motivi di studio; possedere la qualità di membro di famiglia di un cittadino residente negli emirati.

Daniele Pescara Consultancy non opera nel campo dell’immobiliare poiché risulta essere un settore particolarmente controverso e, quindi, rischioso. Tuttavia, gli altri ambiti di investimento sono il suo campo preferenziale, ponendosi, appunto, quale leader per gli italiani che vogliono costituire una società a Dubai e/o trasferire lì la propria residenza, aiutando il cliente in ogni fase dell’iter burocratico da superare per l’ottenimento della documentazione necessaria.

Costituire una società a Dubai per ottenere il visto di residenza

Costituire una società a Dubai per ottenere il visto di residenza

Il trasferimento del business negli Emirati è la modalità da preferirsi per ottenere un visto di residenza negli UAE. Invero, il relativo processo da espletarsi è relativamente breve e i costi particolarmente contenuti. L’imprenditore ottiene, così, una visa resident della durata di 3 anni per se stesso e i suoi familiari, la quale consente di:

  • restare negli Emirati Arabi senza dovervi uscire entro 90 giorni
  • acquistare un’automobile
  • affittare o acquistare un immobile
  • convertire la patente e la carta d’identità nazionale

Con la visa resident non si ottiene l’automatico passaggio di residenza a Dubai o gli Emirati Arabi. Infatti, risulta necessario presentare apposita domanda presso l’Ambasciata italiana di Abu Dhabi ovvero al Consolato italiano a Dubai, i quali, nella maggior parte dei casi, inviteranno il soggetto richiedente a dare corso alle prime fasi della pratica tramite lo sportello telematico di A.I.R.E (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

Come si ottiene un visto di residenza a lungo termine?

Dal  2019 gli Emirati Arabi Uniti offrono una speciale forma di visto a lungo termine che non richiede al soggetto interessato al suo ottenimento di possedere uno sponsor da parte di una società locale o di costituire necessariamente una società a tale scopo.

Questo particolare visto di residenza a lungo termine ha durata di 10 anni e si può ottenere in caso di investitori o in caso di soggetti dotati di particolari talenti specializzati.

Come si ottiene un visto di residenza della durata di cinque anni?

Per ottenere il visto di residenza con durata 5 anni è necessario rientrare in una delle seguenti categorie: investitori immobiliari, studenti eccezionali e imprenditori.

Nel caso degli imprenditori, target di riferimento della “Daniele Pescara Consultancy”, il soggetto dovrà essere promotore di un progetto del valore minimo di almeno 500.000 Dirham, circa 115mila Euro, con cambio 1,00 Euro pari a 4,39 Dirham (cambio soggetto a variazioni valutarie).

Quali vantaggi comporta un visto di residenza a Dubai?

Avere il visto di residenza a Dubai comporta una serie di vantaggi per l’imprenditore che vuole trasferire in quest’area il suo business, tra i quali ricordiamo:

  1. l’essere soggetti esclusivamente alla tassazione locale, pari a zero: ricordiamo, infatti, che le persone fisiche e le società incorporate nelle Free Zone sono esenti dalle tasse sul reddito e dallo scambio di informazioni;
  2. la possibilità di avere un conto corrente fisico: sarà appannaggio esclusivo del consulente di riferimento dare alla società la facoltà di aprire un conto reale presso un istituto bancario prestigioso;
  3. la facoltà di acquistare beni, (quali autovetture) affittare case o uffici;
  4. la possibilità di utilizzare la carta di identità locale per accedere agli aeroporti locali con priority;
  5. l’accesso ai servizi sanitari elettronici e quant’altro possa servire al regolare svolgersi della vita quotidiana del soggetto;
  6. l’accesso al credito (tramite leasing, finanziamenti, mutui e carte di credito);
  7. una tutela giuridica “preferenziale” in caso di contenzioso con un non residente;
  8. il divieto di estradizione;
  9. la comunicazione dei propri dati personali soggetta al profilo del residente.
Ottenere un visto di residenza a Dubai

Come si richiede il visto?

Le procedure per richiedere il visto di residenza variano sia in base alla tipologia di azienda che si desidera aprire, sia in base alla zona in cui la stessa viene costituita – in particolare, se in mainland o in Free Zone -.

Inoltre, vi sono delle differenze nelle procedure anche a seconda di quale sia la Free Zone scelta.

Per tutti questi motivi, pertanto, risulterebbe inutile riportare di seguito la procedura per l’ottenimento del visto poichè, per quanto dettagliata si tratterebbe pur sempre di un’elencazione alquanto riduttiva: alla luce di ciò, si consiglia caldamente di fare sempre riferimento al consulente a cui ci si affida, che dovrà avere la competenza necessaria a far fronte a questa necessità del cliente, nonchè la conoscenza delle diverse modalità di procedimento proprie delle varie Free Zone.

Innanzitutto, sarà dunque necessario individuare quale Free Zone sia la più funzionale alla tipologia di azienda che si desidera costituire, e in seconda battuta bisognerà procedere secondo la corretta procedura ivi prevista al fine dell’ottenimento del visto.

L’ente competente al rilascio del visto di residenza è l’Anagrafe dei Cittadini Residenti all’Estero (AIRE): pertanto, l’iscrizione all’AIRE è sempre necessaria per ottenere i documenti e i certificati da parte dell’Ufficio consolare.

Come si trasferisce la residenza a Dubai?

Come già anticipato, il visto di residenza non comporta automaticamente il passaggio di residenza dallo stato italiano a quello emiratino: infatti, per richiedere la residenza a Dubai è necessario presentare una domanda presso l’Ambasciata italiana ad Abu Dhabi o al Consolato italiano a Dubai.

Inoltre, non va sottovalutato i casi in cui siano da ricondurre alla residenza italiana le persone fisiche che per la maggior parte dei 183 giorni del periodo d’imposta:

– sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente;

– hanno nel territorio dello Stato italiano domicilio o residenza ai sensi del codice civile (art. 43, comma 1, c.c.).

Infatti, il verificarsi di una di queste due alternative è condizione sufficiente per considerare un soggetto quale residente in Italia.

Si ribadisce, pertanto, di prestare molta attenzione ai numerosi ed evidentemente impreparati consulenti che comunicano erroneamente ai propri clienti che sia sufficiente iscriversi all’A.I.R.E al fine di ottenere la residenza emiratina, senza specificare che si è ufficialmente residenti nel momento in cui AIRE evaderà la pratica – cosa che può accadere in qualche settimane o in un periodo ben più dilatato di 6 mesi o addirittura 1 anno, in base alle tempistiche di evasione da parte dell’ufficio a ciò incaricato e al profilo del soggetto richiedente -.

Daniele Pescara Consultancy è l’unica realtà internazionale che all’interno dei propri pacchetti comprensivi di One-stop-shop integra già un anno di consulenza, atta a seguire passo passo il suo cliente anche per le pratiche AIRE.

Contatta la DPC per una consulenza più approfondita.

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