Il numero di imprenditori che sceglie di spostare il proprio business all’estero è in costante aumento. La destinazione preferita per gli investimenti esteri di tutto il mondo è Dubai, che offre vantaggi fiscali unici e un’economia da capogiro. Tuttavia, c’è di più: da oggi, la possibilità di delocalizzare le PMI arriva proprio da un’iniziativa governativa per favorire il Made in Italy all’estero. Imprenditori di tutta Italia: approfittatene subito e scappate a Dubai!
Il Fondo SIMEST per portare le PMI all’estero
Il governo ha annunciato l’operatività del Fondo 394, un nuovo strumento gestito da Simest in collaborazione con la Farnesina.
Il fondo ha una dotazione di 4 miliardi di euro e mira a sostenere la crescita delle PMI italiane all’estero.
Il vicepremier Antonio Tajani ha dichiarato che la ripresa dell’attività del fondo è un segnale del forte impegno del governo per sostenere il made in Italy e promuovere la competitività delle imprese italiane sui mercati mondiali.
Il fondo offrirà finanziamenti agevolati per sostenere gli investimenti per la transizione ecologica e digitale, il rafforzamento patrimoniale delle imprese e l’espansione delle filiere produttive votate all’export.
Inoltre, ci saranno due nuove linee di intervento agevolativo per la transizione digitale o ecologica e per le certificazioni e consulenze per sostenere la competitività internazionale.
Lo scopo del Fondo 394 SIMEST
SIMEST, la società che si occupa di supportare le imprese italiane nell’espansione internazionale, ha messo a disposizione delle aziende sette linee di finanziamento a tasso agevolato.
Dal 1991, infatti, la società del Gruppo CDP sostiene la crescita delle imprese italiane attraverso l’internazionalizzazione della loro attività.
Il Fondo SIMEST, ripartito lo scorso 3 giugno in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prevede la concessione di prestiti a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane principalmente PMI.
L’obiettivo principale dell’avvio del Fondo 394 è il rafforzamento patrimoniale delle imprese e l’espansione delle filiere produttive votate all’export.
Questi finanziamenti sono stati creati per permettere alle aziende italiane di inserirsi e rafforzare la propria posizione nel contesto competitivo globale.
Nel mese di giugno, il tasso agevolato è stato dello 0,055% annuo. Questo tipo di finanziamento è stato creato per sostenere le imprese in diverse attività, come il finanziamento degli studi di fattibilità collegati a investimenti esteri, la partecipazione a fiere e mostre internazionali (anche in Italia), l’inserimento commerciale in nuovi mercati e assistenza tecnica in loco, lo sviluppo dell’e-commerce e il supporto di figure professionali dedicate all’internazionalizzazione, digitalizzazione e innovazione.
Tra queste figure professionali ci sono:
- i temporary export manager;
- i digital manager;
- gli innovation manager.
Inoltre, il finanziamento prevede anche la patrimonializzazione.
Il Fondo SIMEST: tutti i numeri
Il Comitato agevolazioni potrà rideterminare la soglia di concessione dei cofinanziamenti a fondo perduto e le relative condizioni, tenuto conto delle risorse disponibili e dell’ammontare complessivo delle domande di finanziamento presentate dalle imprese.
L’operatività dei finanziamenti riparte con una dote di circa 2,1 miliardi di euro, di cui circa 1,6 miliardi per i finanziamenti a tasso agevolato e oltre 500 milioni a fondo perduto.
Questa somma è riconducibile in gran parte agli 1,6 miliardi stanziati complessivamente dal decreto “Sostegni Bis”.
Il decreto “Sostegni Bis” ha stabilito per sei dei sette strumenti (con esclusione della Patrimonializzazione) la possibilità di richiedere entro il 2021 una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al limite del 25% del prestito, per un ammontare massimo di 800.000 euro per impresa beneficiaria, comprensivo delle quote a fondo perduto eventualmente già deliberate.
I finanziamenti per l’internazionalizzazione erogati da SIMEST hanno contribuito a sostenere le imprese nella fase più critica della crisi economica causata dall’epidemia da Covid-19.
Lo scorso anno sono state supportate 7.600 imprese (90% PMI) per oltre 10.000 finanziamenti e per un ammontare di oltre 3 miliardi di euro.
Questi finanziamenti hanno permesso alle imprese italiane di mantenere la propria posizione nel mercato internazionale e di espandersi in nuovi mercati. Inoltre, hanno permesso alle aziende di investire in nuove tecnologie e innovazioni che hanno reso le loro attività più efficienti e competitive.
Perché le PMI dovrebbero trasferirsi a Dubai
L’espansione internazionale è fondamentale per le aziende che vogliono crescere e prosperare sul lungo termine.
C’è molto di più, però.
Infatti, l’Italia è un Paese che può offrire molto poco in termini di opportunità, specialmente nel futuro, anche prossimo, e di crescita.
L’economia italiana è costantemente in recessione e i costi di mantenimento di un’attività sempre più alle stelle.
Fondo SIMEST o no, l’internazionalizzazione della propria attività è l’unica prospettiva per non farla fallire.
Il peso fiscale italiano, poi, continua a soffocare qualsiasi imprenditore, che, appunto, è costretto a scappare all’estero, in cerca di un paradiso fiscale per continuare la propria attività, aperta e sviluppata con tanta fatica.
Ecco perché anche quest’anno Dubai è la destinazione più scelta dagli imprenditori di tutto il mondo che decidono di delocalizzare la propria attività nell’emirato.
Grazie alla sua fiscalità agevolata e alla burocrazia snella, Dubai offre opportunità uniche a chiunque decida di aprire un business nel Paese.
Questo è il motivo per cui un numero sempre maggiore di imprenditori decidono di aprire una società a Dubai e approfittare dei vantaggi burocratici, economici e fiscali, che solo l’emirato sa garantire.


