EXPO DUBAI 2020: SI TIRANO LE SOMME

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Con la fine di marzo si è avuta anche la chiusura definitiva di uno degli eventi più maestosi degli ultimi anni, l’Expo 2020 di Dubai, che ha registrato oltre 23 milioni di visitatori, di cui 3 milioni di studenti e più di 80 capi di Stato.

Il focus dell’esposizione universale che si è svolta negli Emirati Arabi è stato il futuro del nostro Pianeta. Ricercatori, professionisti di vari settori e politici provenienti da tutto il mondo si sono ritrovati e hanno condiviso innovazioni e scoperte. Sostenibilità, green economy, tecnologia verde, sono alcune delle parole chiave dell’evento.

Il cuore pulsante della prima Esposizione Universale del Mondo Arabo è sicuramente la Al Wasl Plaza. Questa enorme cupola dotata di proiettori altamente tecnologici che trasmettevano immagini e giochi di luce a 360°, creava un’atmosfera unica, e di notte poi l’effetto era ancora più spettacolare.

Tra un padiglione e l’altro ci si imbatte in Opti, un piccolo robot esempio di intelligenza artificiale, che dà informazioni ai visitatori.

I tre distretti, Sostenibilità, Opportunità e Mobilità, hanno lasciato spazio alla tecnologia e alla creatività. In linea con il tema di un futuro più verde, l’energia pulita necessaria era catturata dai 18 alberi solari capaci di inseguire il sole, che arrivano a produrre circa 4GWh l’anno di energia rinnovabile. I cosiddetti Energy Tree conducevano al padiglione della sostenibilità, chiamato infatti “Terra”. Un viaggio alla scoperta del nostro Pianeta, tra foreste e mari, che metteva i visitatori davanti all’evidenza, slogan di tante manifestazioni: non esiste un Pianeta B. La Terra va preservata, e bisogna fare qualcosa ora.

L’Expo 2020 di Dubai ha mantenuto la promessa di essere un evento sorprendente: pensiamo ad esempio a un’altra suggestiva sceneggiatura, un muro d’acqua alto oltre 14 metri a fare da facciata al padiglione della Repubblica di Corea. Si tratta ovviamente di una proiezione video, ma l’effetto è unico.

Con la fine dell’evento, però, ci si sta chiedendo che fine farà tutto questo, cosa ne sarà del sito dell’esposizione.

Ottime notizie: una buona parte dei padiglioni sono stati costruiti con l’intento specifico di facilitare lo smontaggio una volta concluso l’evento. Il resto delle strutture si trasformerà in un nuovo agglomerato urbano. Questo il piano, per lo meno. I potenziali futuri abitanti saranno probabilmente giovani imprenditori e start-up, che si prevede potranno arrivare al nuovo distretto già a partire da ottobre. La posizione non è centralissima rispetto a Dubai, e questo potrebbe far calare leggermente i prezzi. Tuttavia il sistema infrastrutturale della mobilità faciliterà ogni genere di spostamento da e per la metropoli.
Il risultato rappresenterà quanto di più vicino ci sia all’ideale di “città del futuro”.

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