Dubai vs Londra per fare impresa: differenze, vantaggi e quale scegliere

Dubai e Londra sono due delle destinazioni più ambite per fare impresa all’estero, ma offrono vantaggi molto diversi in termini di fiscalità, burocrazia, costi e opportunità di crescita.
Dubai vs Londra per fare impresa - differenze, vantaggi e quale scegliere

Sempre più imprenditori italiani valutano dove convenga aprire una società all’estero. Dubai e Londra rappresentano oggi due modelli opposti: fiscalità agevolata e burocrazia veloce la prima, centro finanziario consolidato la seconda. In questa guida troverai un confronto diretto su fisco, costi, burocrazia e opportunità di business per scegliere la destinazione giusta per la tua impresa. 

Il sistema fiscale: zero tasse a Dubai vs alta pressione fiscale a Londra

Il primo elemento che spinge molti imprenditori a valutare come aprire una società a Dubai è il vantaggio fiscale. 

Negli Emirati Arabi Uniti non esiste l’imposta sul reddito delle persone fisiche e, fino a poco tempo fa, nemmeno quella sulle società.

Dal 2023 è stata introdotta una corporate tax del 9% per i redditi aziendali superiori a 375.000 AED (circa 93.000 euro), ma il livello rimane significativamente più basso rispetto al Regno Unito, dove l’aliquota sulle società è al 25% per gli utili superiori a 250.000 sterline.

A Londra si aggiunge l’Income Tax personale, che può arrivare fino al 45% per i redditi più alti, e una pressione fiscale complessiva tra le più elevate tra le economie avanzate. 

Per chi vuole ridurre il carico fiscale legalmente trasferendo la propria azienda, Dubai offre una struttura molto più favorevole, a patto di stabilire una reale residenza fiscale negli Emirati.

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Costi di apertura, gestione e costo della vita

Aprire una società a Dubai ha costi variabili in base alla tipologia scelta:

Free Zone Company: parte da circa 5.000 euro all’anno, incluse licenza e ufficio virtuale;

Mainland Company: costi leggermente superiori, ma permette di operare liberamente nel mercato emiratino con maggiore flessibilità commerciale.

A Londra i costi di costituzione di una Limited Company sono molto bassi, poche decine di sterline tramite Companies House, ma i costi operativi reali sono ben più elevati:

affitti di uffici tra i più alti d’Europa;

costo del lavoro significativo;

costo della vita che pesa anche sul fondatore.

Vivere e fare impresa a Dubai comporta spese elevate per l’alloggio, soprattutto nelle zone centrali, ma l’assenza di tasse sul reddito compensa largamente.

Vivere a Londra da imprenditore significa invece fare i conti con:

– affitti alti;

– trasporti costosi;

– una tassazione personale che riduce sensibilmente il netto disponibile.

Scegliere Dubai significa ottimizzare i costi fiscali fin dal primo anno. 

Scegliere Londra significa investire in un ecosistema consolidato, accettando una pressione economica e fiscale più alta. 

Burocrazia, tempi di apertura e tipologie di società

Uno dei punti di forza più concreti per chi vuole aprire una società a Dubai è la velocità burocratica: è possibile costituire una società in pochi giorni, spesso tra i 3 e i 10 giorni lavorativi, grazie a processi completamente digitalizzati e sportelli dedicati agli investitori stranieri. 

Le principali opzioni sono tre: la Free Zone, ideale per chi lavora con clienti internazionali e vuole il massimo della semplicità fiscale; la Mainland, necessaria per chi vuole vendere direttamente nel mercato degli Emirati; e il sistema offshore, utile per la gestione patrimoniale internazionale.

A Londra la costituzione di una Ltd è rapida e poco costosa, ma la gestione successiva richiede adempimenti contabili e fiscali complessi, con obblighi di rendicontazione stringenti verso HMRC (l’Agenzia delle Entrate britannica). 

Sistema bancario: aprire un conto aziendale a Dubai vs Londra

Aprire un conto aziendale a Dubai è oggi più semplice rispetto al passato, grazie alla crescente digitalizzazione del sistema bancario emiratino e alla presenza di istituti internazionali di primo livello come Emirates NBD, Mashreq Bank e RAKBANK. 

I tempi medi di apertura si aggirano tra i 2 e i 4 settimane, con requisiti documentali chiari e procedure standardizzate per le società costituite in Free Zone o Mainland.

A Londra aprire un conto aziendale è diventato negli ultimi anni un processo sempre più complesso e selettivo. 

Le banche tradizionali come Barclays, HSBC e Lloyds richiedono documentazione approfondita, tempi lunghi e spesso un fatturato minimo dimostrabile, rendendo l’accesso difficile per le nuove imprese o per chi arriva dall’estero senza una storia creditizia nel paese.

Dubai offre un sistema bancario moderno, efficiente e orientato agli investitori stranieri, con condizioni competitive e accesso a servizi in multicurrency particolarmente utili per chi opera sui mercati internazionali. 

Per un imprenditore italiano che vuole aprire una società a Dubai, disporre di un conto aziendale funzionante in poche settimane rappresenta un vantaggio operativo concreto fin dal primo giorno di attività.

Visti, residenza e opportunità di business

Dubai offre agli imprenditori stranieri il Golden Visa, un permesso di residenza della durata di 5 o 10 anni, rinnovabile, che garantisce stabilità e accesso ai servizi locali. 

È ottenibile investendo nell’economia emiratina o costituendo una società con determinati requisiti patrimoniali. 

Questo strumento ha reso Dubai una delle destinazioni più attrattive al mondo per trasferire la propria azienda e ottenere la residenza fiscale all’estero.

Londra, dopo la Brexit, ha introdotto il Global Talent Visa e lo Innovator Founder Visa, pensati per imprenditori con idee innovative o profili ad alto potenziale. 

Tuttavia il percorso è più selettivo, con requisiti di valutazione da parte di enti accreditati e soglie di investimento elevate.

Sul fronte delle opportunità di business, Dubai è strategica per chi opera nei settori del commercio internazionale, del lusso, del real estate, della tecnologia e della finanza islamica, con un accesso diretto ai mercati del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia meridionale. 

Londra rimane invece il punto di riferimento per finanza tradizionale, legal tech, startup innovative e mercati europei, nonostante le complessità post Brexit.

Quale scegliere? Le 7 differenze chiave e il profilo ideale

Prima di prendere una decisione, ecco un confronto diretto tra le due destinazioni sui parametri principali.

ParametroDubaiLondra
Tassazione sulle società9% (sotto soglia: esenzione totale)25%
Imposta sul reddito personaleZeroFino al 45%
Tempi di apertura3 a 10 giorni1 a 5 giorni (gestione più complessa)
Costi di costituzioneDa 5.000 euroPoche decine di sterline
Residenza per imprenditoriGolden Visa pluriennaleVisti selettivi post Brexit
Mercati di riferimentoMedio Oriente, Asia, AfricaEuropa, USA, mercati anglosassoni
Qualità della vitaModerna, sicura, internazionaleCulturalmente ricca, costosa, fiscalmente pesante

Dubai fa per te se vuoi ridurre il carico fiscale, operare su mercati internazionali emergenti, ottenere la residenza fiscale all’estero e vivere in un contesto dinamico e in forte crescita.

Londra fa per te se il tuo business è legato ai mercati europei o anglosassoni e hai bisogno di un ecosistema finanziario maturo e di una reputazione istituzionale consolidata.

In entrambi i casi, trasferire la propria azienda all’estero richiede una pianificazione fiscale e legale attenta.

Se stai valutando come aprire una società a Dubai, il team di Daniele Pescara Consultancy ti supporta in ogni fase del processo: dalla scelta della struttura societaria più adatta, alla costituzione della società, fino alla gestione della residenza fiscale negli Emirati

Contattaci oggi per una consulenza personalizzata e scopri se Dubai è davvero la destinazione giusta per il tuo progetto imprenditoriale.

FAQ

Dal 2023 è stata introdotta una corporate tax del 9% sui redditi aziendali superiori a 375.000 AED, pari a circa 93.000 euro. 

Al di sotto di questa soglia le società non pagano alcuna imposta sul reddito. 

Non esiste inoltre alcuna imposta sul reddito delle persone fisiche, il che rappresenta un vantaggio concreto per l’imprenditore che trasferisce la propria residenza fiscale negli Emirati.

Il costo dipende dalla tipologia di società scelta. 

Una Free Zone Company parte da circa 5.000 euro all’anno, incluse licenza commerciale e ufficio virtuale. 

Una Mainland Company ha costi leggermente superiori ma consente di operare liberamente nel mercato locale emiratino senza restrizioni di settore.

I tempi di apertura di una società a Dubai sono tra i più rapidi al mondo, generalmente compresi tra i 3 e i 10 giorni lavorativi. 

Il processo è completamente digitalizzato e prevede sportelli dedicati agli investitori stranieri. 

A Londra i tempi di costituzione di una Limited Company sono simili, ma la gestione amministrativa e fiscale successiva è significativamente più complessa.

Il Golden Visa degli Emirati Arabi Uniti è un permesso di residenza della durata di 5 o 10 anni, rinnovabile, concesso a investitori, imprenditori e professionisti qualificati.
È ottenibile costituendo una società con determinati requisiti patrimoniali oppure investendo nell’economia emiratina.
Garantisce stabilità, accesso ai servizi locali e la possibilità di stabilire la propria residenza fiscale fuori dall’Italia.

Nel Regno Unito l’aliquota sulle società è al 25% per gli utili superiori a 250.000 sterline. 

A questa si aggiunge l’imposta sul reddito personale, che può arrivare fino al 45% per i redditi più elevati. 

La pressione fiscale complessiva è tra le più alte delle economie avanzate e rappresenta uno degli elementi che spinge molti imprenditori a valutare alternative come Dubai.

È tecnicamente possibile costituire una società a Dubai senza essere fisicamente presenti negli Emirati, ma per beneficiare dei vantaggi fiscali è necessario stabilire una reale residenza fiscale nel paese. 

Senza residenza effettiva, l’Agenzia delle Entrate italiana potrebbe considerare l’imprenditore ancora soggetto alla tassazione italiana. 

È quindi fondamentale affidarsi a una consulenza specializzata per strutturare correttamente il trasferimento.

Dubai è particolarmente strategica per chi opera nel commercio internazionale, nel real estate, nel lusso, nella tecnologia e nella finanza islamica, grazie alla sua posizione geografica tra Europa, Asia e Africa. 

Londra rimane invece il punto di riferimento per la finanza tradizionale, il legal tech, le startup innovative e i mercati europei e anglosassoni. 

La scelta della destinazione dipende quindi in modo diretto dal settore e dai mercati di riferimento dell’impresa.

 

Avere una società a Dubai pur mantenendo la residenza in Italia espone l’imprenditore al rischio di essere considerato fiscalmente residente in Italia, con conseguente obbligo di dichiarare i redditi nel nostro paese. 

La normativa italiana prevede criteri precisi per determinare la residenza fiscale, tra cui il domicilio, la dimora abituale e l’iscrizione all’anagrafe. 

Per strutturare correttamente la situazione ed evitare contestazioni è indispensabile una pianificazione fiscale e legale attenta fin dall’inizio.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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