Addio privacy in Europa: arriva la Legge Chat Control 2.0

È in approvazione la proposta di legge dell’UE che, allo scopo ufficiale di contrastare la diffusione di materiale pedopornografico, comporterà l’inevitabile conseguenza ufficiosa di un controllo diffuso su mail, messaggi, foto, video, audio, e qualsivoglia contenuto venga scambiato da chiunque sul territorio europeo.
Privacy UE

È in approvazione la proposta di legge dell’UE che, allo scopo ufficiale di contrastare la diffusione di materiale pedopornografico, comporterà l’inevitabile conseguenza ufficiosa di un controllo diffuso su mail, messaggi, foto, video, audio, e qualsivoglia contenuto venga scambiato da chiunque sul territorio europeo.

“The Big Brother is watching you”

Il Grande Fratello ci osserva, ci studia, sa tutto di noi.

Ciascun individuo è tenuto costantemente sotto controllo dalle autorità.

Così, George Orwell immaginava il dittatore dello stato totalitario chiamato Oceania, nel romanzo “1984”.

Ed oggi, nel 2023, è raccapricciante vedere quanto la realtà superi la fantasia.

Oramai, ogni motivo è valido per curiosare dentro la nostra vita.

Fortunatamente, però, in qualche parte del mondo la privacy rimane tutelata.

La Legge UE Chat Control 2.0: il controllo diffuso

La proposta di legge dell’Unione Europea per prevenire e combattere gli abusi sessuali sui minori, inizialmente presentata nel 2022, potrebbe essere approvata già la prossima settimana.

L’obiettivo di contrastare la circolazione di materiale pedopornografico è senza dubbio meritorio, ma i metodi proposti dalla cosiddetta Chat Control 2.0 rischiano di essere poco efficaci e di avere effetti collaterali pericolosi.

Infatti, la legge imporrebbe ai provider di ogni servizio, come mail o messaggistica, di sorvegliare miliardi di messaggi, video e foto per individuare un certo tipo di contenuto che potrebbe essere utilizzato per disseminare materiale dannoso.

Il provider che riceve l’ordine dalle autorità nazionali è obbligato ad adempiere e dovrà avvisare la polizia qualora individuasse dei contenuti sospetti.

Il controllo dei contenuti privati: le modalità del Chat Control 2.0

Per effettuare questi controlli, inizialmente era stato proposto l’utilizzo di due metodi differenti:

  • il primo prevedeva il confronto dei miliardi di contenuti circolanti attraverso messaggi e email con le immagini presenti nei database di immagini pedopornografiche (note come CSAM, child sexual abuse material);
  • il secondo prevedeva invece l’utilizzo di tecnologie di riconoscimento immagini per individuare materiale nuovo e non ancora inserito nei database. Questo secondo metodo è stato però stralciato dalla proposta di legge nel tentativo di facilitarne l’approvazione.

Il problema principale è che nel momento in cui il gestore di un servizio riceve l’ordine di verificare il materiale scambiato, l’unico modo per farlo è monitorare l’attività online di tutti i loro utenti, compresi quelli che utilizzano la end-to-end encryption, che impedisce anche al gestore di decifrare i contenuti scambiati dagli utenti.

Chat Control 2.0: le criticità

Le criticità di Chat Control 2.0 sono state sottolineate dallo stesso Servizio Giuridico della Commissione Europea, che ha affermato come questa legge richiederebbe il generale e indiscriminato monitoraggio dei dati elaborati da uno specifico provider e si applicherebbe senza distinzione a tutte le persone che utilizzano un servizio, senza che questa persona sia, nemmeno indirettamente, in una situazione che potrebbe condurre a un procedimento penale.

Secondo molti esperti, questo potrebbe andare contro i diritti fondamentali dei cittadini, a partire dalla privacy, e quindi provocare una bocciatura della legge da parte della Corte di Giustizia Europea. L’accento viene posto sulla privacy e sulla libertà di non essere soggetti a sorveglianza.

Tuttavia, i favorevoli a proposte di questo tipo ribattono che “chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere”. Ma è davvero così?

Legge Chat Control 2.0: i problemi

L’europarlamentare tedesco Patrick Breyer ha segnalato come il 40% dei sospettati di possedere materiale CSAM sia minorenne e spesso non consapevole della loro natura criminale.

Inoltre, sempre tra i giovanissimi, questi contenuti vengono frequentemente ricevuti da terzi, senza che ci sia nemmeno stata la volontà di ottenerli.

Se non bastasse, la ricerca di materiali CSAM da parte di realtà come Meta ha inondato le forze dell’ordine di contenuti che nell’80% dei casi non avevano rilevanza criminale, causando la segnalazione alle forze dell’ordine di persone innocenti.

Per quanto riguarda i criminali che ricercano attivamente questo tipo di contenuti osceni, non dovranno fare altro che aggiornare le loro abilità informatiche e spostarsi su canali di comunicazione decentralizzati, già oggi esistenti e che non possono essere monitorati da alcuna autorità, nemmeno se venisse emesso un mandato.

Da una parte, quindi, si sottopongono tutti i cittadini a una (inefficace) sorveglianza di massa e a un controllo delle loro attività online; dall’altra, i criminali possono semplicemente spostarsi altrove.

L’Europa viola la privacy: gli Emirati Arabi tutelano la riservatezza

Appare evidente, quindi, come la proposta della legge Chat Control 2.0 rischi di rappresentare un altro passo verso la sorveglianza di massa e potrebbe mettere in pericolo la privacy dei cittadini europei senza fornire alcuna garanzia efficace nella lotta contro l’abuso sui minori.

Un’altra iniziativa politica europea che sembra già presentare molte criticità, ancor prima di essere definitivamente approvata.

Intanto, però, a farne le conseguenze saranno tutti i cittadini europei, che, loro malgrado, si vedranno sottoposti ad un controllo indifferenziato e allargato, vedendo completamente violata la loro riservatezza.

Ecco, dunque, come ancora una volta la soluzione sia spostarsi dai Paesi coinvolti e cercare la propria libertà in altri lidi.

Infatti, ancora oggi, esistono Paesi dove la riservatezza delle persone viene tutelata ed elevata a valore fondamentale per il benessere della comunità.

Gli Emirati Arabi Uniti sono il Paese che maggiormente tutela la privacy dei cittadini, evitando qualsiasi tipo di controllo o invasione nella loro sfera privata.

Tra l’altro, gli UAE sono il territorio che registra la percentuale più bassa di criminalità del globo: quindi, contrariamente a quanto si pensa in Europa, sottoporre la comunità ad un costante controllo non è la chiave per limitare il dilagare dell’illegalità.

Se vuoi tutelare la tua privacy trasferisciti negli UAE, il Paese a bassissima criminalità che protegge la tua riservatezza.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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