Che l’Italia sia un inferno fiscale non è una novità. Ma che il peggio dovesse ancora arrivare, lo immaginavano in pochi. È l’OCSE ad affermarlo: l’Italia raggiunge il più alto picco di tassazione mai visto (e l’economia sanguina).
Crisi Italia: le tasse alle stelle
L’Italia, una delle nazioni più affascinanti e culturalmente ricche del mondo, si trova ad affrontare una crisi economica senza precedenti.
Secondo un rapporto dell’OCSE, l’incidenza della tassazione sul Pil nel 2022 ha raggiunto il 42,9%, segnando un aumento rispetto agli anni precedenti.
Questo dato preoccupante conferma che il peso del fisco italiano è rimasto stabile nella graduatoria internazionale, piazzando il nostro Paese al quinto posto tra i 36 paesi censiti dall’organizzazione con sede a Parigi.
Ma cosa significa tutto ciò per gli italiani?
L’aumento dell’incidenza della tassazione sul Pil mette a dura prova le famiglie e le imprese italiane.
Con il 25,9% del Pil generato dalle imposte sul reddito delle persone fisiche, e il 4,4% derivante dalle imposte sul reddito delle società, la pressione fiscale si fa sentire su tutti i fronti.
I contributi previdenziali rappresentano addirittura il 31,2% del Pil, mentre le tasse sulla proprietà e l’Iva pesano rispettivamente per il 5,8% e il 15,7%.
Economia Italia: agli ultimi posti in Europa
Questo scenario economico cupo è ulteriormente accentuato dal confronto con altre nazioni europee.
La Francia si piazza al primo posto con una tassazione sul Pil del 46,1%, seguita dalla Norvegia con il 44,3%, l’Austria con il 43,1% e la Finlandia con il 43%. Persino la Danimarca è riuscita a ridurre l’indice tasse/Pil di 5,5 punti percentuali.
Ma non è solo la tassazione ad affliggere l’economia italiana.
Le entrate fiscali nel 2022 sono diminuite in percentuale del Pil in ben 21 dei 36 Paesi analizzati dall’OCSE.
Solo 14 Paesi hanno registrato un aumento delle entrate fiscali, mentre la Germania ha mantenuto lo stesso livello.
Questo dato dimostra che l’Italia non è l’unica a lottare con una situazione economica difficile, poiché moltissime nazioni sono coinvolte nella recessione.
Tuttavia, la situazione italiana sembra particolarmente critica.
Mentre le entrate derivanti dalle tasse sulle società hanno mostrato una crescita più rapida rispetto alla crescita economica nel lungo periodo, le entrate derivanti dalle accise sono rimaste piuttosto stagnanti.
Questo indica che l’economia italiana sta lottando per trovare un equilibrio tra la generazione di entrate fiscali e la stimolazione della crescita economica.
La pandemia di Covid-19 ha ulteriormente aggravato la situazione economica italiana. Dopo due anni consecutivi di aumenti del rapporto medio tasse/Pil, il calo nel 2022 sembra essere solo una flebile tregua in mezzo alla tempesta. L’Italia si trova ad affrontare un futuro incerto, con una pressione fiscale che sembra soffocare ogni speranza di ripresa economica.
Dubai: l’economia in crescita
A non sentire crisi, invece, non troppo lontano dalla nostra Europa, si trova l’emirato di Dubai.
Qui, infatti, l’economia è in costante crescita, permettendo a famiglie e imprese di vivere e fiorire, come in nessun altro Paese del mondo.
Ecco perché, soprattutto gli italiani schiacciati dai numeri drammatici emersi dal Rapporto OCSE, ma non solo, si trasferiscono a Dubai.
L’emirato offre un solido territorio per vivere serenamente con la famiglia e prosperare con la propria attività.
Se quello che cerchi è un luogo dove rinascere a vita nuova, dove la politica supporta il cittadino, dove la burocrazia è snella e la finanza è agevolata, hai solo una scelta: investire a Dubai.


