Crisi d’impresa in aumento in Italia: il primo semestre 2023 registra un +15,2%

Il 2023 ha già registrato un aumento annuo del 4,3% in più rispetto al catastrofico 2019. Il caro energia e i tassi d’interesse da paura hanno contributo ad aggravare la situazione economica delle imprese di per sé molto precaria.
Crisi economica Italia

Il 2023 ha già registrato un aumento annuo del 4,3% in più rispetto al catastrofico 2019. Il caro energia e i tassi d’interesse da paura hanno contributo ad aggravare la situazione economica delle imprese di per sé molto precaria.

Crisi d’impresa 2023: i dati

L’indice delle crisi d’impresa in Italia è in aumento, registrando un incremento del 15,2% nel primo semestre del 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Questo aumento può essere attribuito:

  • all’aumento dei prezzi dell’energia;
  • alla stretta sui tassi d’interesse.

Secondo l’elaborazione dei dati di Unioncamere-Infocamere effettuata dal Sole 24 Ore, il numero di aziende in difficoltà che hanno avviato nuove procedure per gestire crisi d’impresa, scioglimenti e liquidazioni è aumentato del 15,2% nei primi sei mesi del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022, con 53.849 nuove pratiche.

Se si proietta il dato di gennaio-giugno su tutto l’anno, l’incremento risulta più contenuto (+4,3%), ma il valore assoluto (107.698) supera, seppur di poco, il 2019, ultimo anno non influenzato dall’impatto economico della pandemia e degli interventi statali di supporto ai conti aziendali.

Tuttavia, il confronto con gli anni precedenti è reso difficile dal fatto che, con l’entrata in vigore del Codice della crisi (15 luglio 2022) alcune voci sono state riclassificate e altre aggiunte.

Nonostante ciò, si conferma il trend al rialzo già rilevato nei primi mesi di quest’anno.

Crisi in Italia: imprese e famiglie in difficoltà

L’aumento delle procedure di crisi d’impresa si aggiunge ad altri segnali negativi che hanno colpito l’economia italiana negli ultimi mesi.

Tra questi, il rallentamento della crescita economica nel secondo trimestre e la diminuzione della fiducia dei consumatori.

Tuttavia, è ancora difficile determinare se questo aumento delle procedure sia un campanello d’allarme di una fase recessiva o semplicemente un assestamento rispetto agli shock degli ultimi anni.

Il settore turistico ha subito una forte frenata a causa dell’aumento dei prezzi, mentre la fiducia dei consumatori è diminuita a causa del clima di incertezza economica.

Questi fattori, insieme all’aumento dei prezzi dell’energia e alla stretta sui tassi d’interesse, hanno contribuito all’aumento delle crisi d’impresa in Italia.

La soluzione per evitare la crisi d’impresa: trasferirsi a Dubai

Le imprese e le famiglie italiane sono spaventate dal futuro che le aspetta.

La situazione economica italiana è sempre più preoccupante e comporta per privati e imprenditori grosse ansie e perdite.

Tuttavia, sempre più imprenditori preoccupati per la crisi italiana che avanza scelgono di mettersi al sicuro.

Qual è la soluzione per tutelarsi dalla crisi italiana? Trasferirsi a Dubai.

Gli Emirati Arabi Uniti, infatti, presentano un territorio florido, dall’economia crescente e dalla finanza agevolata: proprio per questo motivo, sempre più imprenditori decidono di investire a Dubai.

Il governo emiratino, infatti, supporta costantemente le iniziative economiche di imprenditori italiani e non che ogni giorno scelgono di aprire una società a Dubai.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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