Aumento dei tassi di interesse: la preoccupazione degli italiani sul baratro

In un momento in cui l'economia globale è in continua evoluzione, l'aumento dei tassi di interesse rappresenta una delle principali preoccupazioni degli italiani. Secondo un recente report di Area Studi Legacoop e Ipsos, quasi il 70% dei cittadini tricolorati dice sull’orlo del baratro, con i propri business a rischio default e le famiglie da sfamare. Un altro durissimo colpo sferzato contro la, già critica, economia italiana.
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In un momento in cui l’economia globale è in continua evoluzione, l’aumento dei tassi di interesse rappresenta una delle principali preoccupazioni degli italiani. Secondo un recente report di Area Studi Legacoop e Ipsos, quasi il 70% dei cittadini tricolorati dice sull’orlo del baratro, con i propri business a rischio default e le famiglie da sfamare. Un altro durissimo colpo sferzato contro la, già critica, economia italiana.

L’economia italiana va a picco: i cittadini del Bel Paese implorano aiuto

Di questi giorni è l’analisi condotta da Area Studi Legacoop e Ipsos che, nel suo report FragilItalia “Aumento dei tassi di interesse”, ha rivelato tutte le concrete preoccupazioni del popolo del Bel Paese.

Infatti, l’esame ha registrato numeri spaventosi, con il 69% della popolazione italiana che si dichiara allarmato per l’aumento dei tassi di interesse e ritiene che rappresenti un freno per la vita stessa delle famiglie e per l’economia in generale.

Inoltre, il 49% degli italiani ritiene totalmente sbagliata la politica della Banca centrale europea (BCE) contro l’inflazione. Secondo tale documento, infatti, solo il 23% degli italiani ritiene giusta la politica della BCE contro l’inflazione, mentre il restante 28% non sa esprimersi sulla questione. La percentuale di italiani che ritiene sbagliata la politica della BCE contro l’inflazione è ancora più alta (65%) tra il ceto popolare.

Il report, intitolato appunto “Aumento dei tassi di interesse”, è stato elaborato in base ai risultati di un’analisi condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana (800 casi di 18 anni e oltre).

Lo studio mette in evidenza anche gli effetti del rialzo dei tassi di interesse sulla dinamica dei consumi e, più in generale, sulla crescita economica.

Un cittadino su due ha dovuto rinunciare ad acquistare mobili o un’auto nuova a rate a causa dell’aumento dei tassi di interesse.

Inoltre, più di un italiano su tre (35%) pensa che la BCE non abbia una strategia precisa, ma che rincorra l’inflazione adottando provvedimenti senza una visione di lungo termine.

Tutti gli effetti nefasti del rialzo dei tassi di interesse in Italia

Il nodo degli effetti del rialzo dei tassi di interesse sulla dinamica dei consumi e sulla crescita economica è stato messo in evidenza anche dal Centro studi di Confindustria nella recente indagine della Congiuntura flash.

Secondo l’indagine, l’aumento dei tassi di interesse rappresenta una delle principali preoccupazioni delle imprese italiane, già minate da scelte politiche ed economiche molto discutibili.

In particolare, si legge nell’esame che la situazione economica italiana attuale è caratterizzata da una crescita delicata, che viene influenzata negativamente dalla riduzione graduale dell’inflazione e dall’aumento dei tassi di interesse.

Il settore dei servizi sta attraversando un periodo di stagnazione, mentre quello delle costruzioni si mantiene stabile ma l’industria sta perdendo terreno.

Infatti, nel recente periodo, l’industria italiana sta attraversando un momento di grossa difficoltà, segnato da una serie di contrazioni mensili della produzione. Nel mese di aprile, si è registrato un ulteriore calo (-1,9%) che è la quarta contrazione consecutiva. In particolare, il settore manifatturiero (-2,1%) ha subito una forte battuta d’arresto, nonostante avesse mostrato una certa tenuta fino a quel momento.

Per quanto riguarda il mese di maggio, i segnali sono misti: il PMI manifatturiero è sceso ancora di più in area di contrazione (45,9 da 46,8) e la fiducia delle imprese è diminuita nuovamente.

Inoltre, la situazione generale vede i consumi delle famiglie italiane orientati verso i servizi piuttosto che i beni, in particolare quelli alimentari, quindi primari.

Gli investimenti sono in fase di rallentamento e la domanda estera per i beni è in diminuzione. Infatti, le indagini condotte dalla Banca d’Italia nel primo trimestre dell’anno hanno evidenziato una situazione economica caratterizzata da investimenti deboli. In particolare, le attese delle imprese sulla spesa per investimenti nei prossimi 6 mesi sono diminuite (saldo di 14,9 da 20,0).

Le imprese hanno richiesto meno credito per finanziare gli investimenti e più per le scorte e il capitale circolante. Inoltre, la produzione di beni strumentali in Italia ha subito un forte calo nel mese di aprile (-2,1%).

Aumento dei tassi di interesse: le imprese italiane costrette a chiudere

Il recente aumento dei tassi di riferimento ha avuto un impatto graduale sul canale del credito, rendendolo più costoso e meno accessibile.

Questo, a sua volta, ha causato una frenata negli investimenti delle imprese e nei consumi delle famiglie.

Secondo le stime del Centro Studi Confindustria, l’impatto completo in Italia si verificherà con un ritardo di circa un anno, simile a quello previsto per l’Eurozona. Poiché il rialzo della BCE è stato avviato a metà del 2022, ci si aspetta che il freno alla crescita colpisca soprattutto il PIL italiano nella seconda metà di quest’anno.

Le imprese italiane, tra l’altro, hanno già registrato un forte aumento dei tassi di interesse, pari a 2,60 punti percentuali fino a inizio 2023.

Inoltre, il costo del credito sembra destinato ad aumentare ulteriormente a seguito degli ultimi rialzi della BCE.

Questo quadro, chiaramente, peggiora la situazione finanziaria delle aziende, perché, a parità di indebitamento, aumenta il peso degli oneri finanziari e scoraggia i progetti di nuovi investimenti. Lo stesso vale per le famiglie e gli interessi sui mutui variabili.

Per salvare il tuo business devi aprire una società a Dubai

Alla luce di una situazione oramai devastante per privati e imprese italiani, l’unica soluzione è cercare protezione e supporto all’estero.

In Italia, infatti, gli imprenditori vengono soffocati da un’imposizione fiscale opprimente, una burocrazia ferruginosa, e una politica che sembra voler infierire su una, già compromessa, economia interna.

Come salvare la propria attività e, di conseguenza, la propria famiglia, da una prospettiva tanto orribile? La soluzione è solo trasferirsi a Dubai.

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti, infatti, hanno da sempre lavorato per supportare l’economia, che oggigiorno, registra numeri di crescita da record mondiale, facendo invidia a qualsiasi altro Paese del globo.

Le prospettive di investimento a Dubai sono costantemente in aumento: infatti, l’emirato offre delle possibilità di business uniche, grazie alla sua posizione strategica posta tra Europa, Asia ed Africa.

Poiché gli investitori di tutto il pianeta guardano all’emirato, anche quest’anno Dubai si è confermata la destinazione più scelta per gli investimenti esteri.

Aprire una società a Dubai è la soluzione: se vuoi salvare il tuo business e portare la tua attività al successo, trasferisciti a Dubai.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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