Equivalente del TFR a Dubai: come funziona la gratuity e cosa spetta al lavoratore a fine rapporto 

Firmi il contratto a Dubai e nessuno ti dice che il TFR italiano non esiste: c'è la gratuity.
Equivalente del TFR a Dubai - come funziona la gratuity e cosa spetta al lavoratore a fine rapporto

Ti trasferisci a Dubai per lavoro e nessuno ti ha spiegato cosa succede ai tuoi risparmi di fine carriera? Non sei il solo: la maggior parte degli italiani scopre solo dopo la firma del contratto che negli Emirati non esiste nulla di simile al TFR come lo conosciamo. La buona notizia è che un equivalente c’è, si chiama gratuity, ed è regolato per legge fin nei minimi dettagli.

Cos’è la gratuity e perché è l’equivalente del TFR a Dubai

In Italia il TFR matura mese dopo mese, viene accantonato dal datore di lavoro (o versato a un fondo pensione) e ti viene liquidato quando il rapporto finisce, qualunque sia il motivo. 

A Dubai il meccanismo è diverso: non esiste un fondo previdenziale obbligatorio per i lavoratori del settore privato, ma la legge impone comunque un’indennità di fine servizio, la end of service gratuity, che rappresenta di fatto l’equivalente del TFR a Dubai.

La normativa di riferimento è il Federal Decree-Law No. 33 del 2021 sulla regolamentazione dei rapporti di lavoro, in vigore dal 2 febbraio 2022 e tuttora pienamente applicato nel 2026.

A differenza del TFR italiano, la gratuity non matura automaticamente in busta paga: viene calcolata e liquidata in un’unica soluzione al termine del contratto, sulla base degli anni di servizio effettivamente prestati. 

Capire questa differenza è il primo passo per non farsi trovare impreparati quando arriva il momento di lasciare l’azienda o gli Emirati.

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Chi ha diritto alla gratuity a Dubai: i requisiti da conoscere

Non tutti i lavoratori maturano automaticamente questo diritto, e sapere se rientri nei requisiti è fondamentale prima ancora di iniziare a fare calcoli sull’equivalente del TFR a Dubai. 

Ecco le condizioni principali previste dalla legge nel 2026:

– anzianità minima di 1 anno: solo chi ha completato almeno 12 mesi di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro ha diritto alla gratuity;

– contratti full-time del settore privato: la regola si applica ai lavoratori privati soggetti al MOHRE (Ministero delle Risorse Umane ed Emiratizzazione); dal 2022 non esiste più distinzione tra contratti “limited” e “unlimited” ai fini del calcolo;

– lavoratori part-time: hanno diritto a una gratuity proporzionale, calcolata sul rapporto tra ore lavorate e un ruolo equivalente a tempo pieno;

– Free zone con regole proprie: DIFC e ADGM adottano sistemi alternativi (ne parliamo più avanti), quindi il calcolo standard non si applica automaticamente;

– Nessun diritto sotto l’anno di servizio: chi lascia il lavoro prima di completare 12 mesi non riceve alcuna gratuity, indipendentemente dal motivo della cessazione;

– Perdita del diritto per giusta causa: l’articolo 44 della legge prevede la decadenza della gratuity in caso di licenziamento per gravi motivi (frode, violenza, assenza ingiustificata per oltre 7 giorni, condanna penale).

Come si calcola l’equivalente del TFR a Dubai: la formula ufficiale 2026

Qui entriamo nel cuore pratico dell’articolo, perché è proprio nel calcolo che si nasconde l’errore più comune. 

La gratuity si calcola esclusivamente sullo stipendio base, escludendo indennità di alloggio, trasporto, bonus e straordinari. 

Se il tuo contratto prevede uno stipendio totale di 12.000 AED ma la voce “basic salary” riporta 6.000 AED, la tua liquidazione si baserà su quest’ultima cifra, non sul totale.

La formula, prevista dall’articolo 51 del Decreto-Legge Federale n. 33/2021, funziona così:

– primi 5 anni di servizio: 21 giorni di stipendio base per ogni anno completato;

– dal sesto anno in poi: 30 giorni di stipendio base per ogni anno successivo;

– tetto massimo: la gratuity totale non può superare l’equivalente di 2 anni di stipendio base (24 mensilità).

Facciamo un esempio concreto con i numeri del 2026: un dipendente con stipendio base di 10.000 AED al mese e 7 anni di servizio avrà una paga giornaliera di 333,33 AED

Per i primi 5 anni: 333,33 × 21 × 5 = 35.000 AED

Per i restanti 2 anni: 333,33 × 30 × 2 = 20.000 AED

Totale gratuity: 55.000 AED, ben lontano dal tetto massimo di 240.000 AED previsto per chi ha uno stipendio base di quella cifra. 

Piccola nota importante: dal 2022 le dimissioni dopo il primo anno di servizio danno diritto alla gratuity piena, senza più le vecchie riduzioni del 50% o 66% previste dalla legge precedente.

Tabella comparativa: TFR Italia vs Gratuity a Dubai

Per capire davvero la differenza tra il TFR italiano e l’equivalente del TFR a Dubai, niente è più chiaro di un confronto diretto. 

CaratteristicaTFR ItaliaGratuity Dubai
Base di calcoloRetribuzione annua complessivaSolo stipendio base mensile
MaturazioneMensile, per tutta la durata del rapportoNessuna maturazione mensile, calcolo solo a fine rapporto
Requisito minimoNessuno (matura dal primo giorno)Almeno 1 anno di servizio continuativo
Tetto massimoNessun tetto legale24 mesi di stipendio base
Tempi di pagamentoEntro 30-90 giorni (da CCNL)Entro 14 giorni dalla cessazione
Gestione del fondoINPS / fondi pensioneNessun fondo obbligatorio (salvo DIFC/ADGM)
TassazioneSoggetta a tassazione separataGeneralmente esente da imposte locali

Casi particolari: dimissioni, licenziamento e schemi alternativi come DEWS

Non tutte le situazioni sono uguali, e conoscere le eccezioni ti evita brutte sorprese quando calcoli l’equivalente del TFR a Dubai per il tuo caso specifico:

– dimissioni volontarie dopo 1 anno: dal 2 febbraio 2022 danno diritto alla gratuity piena, calcolata con la stessa formula 21/30 giorni valida per il licenziamento;

– licenziamento per giusta causa (art. 44): comporta la perdita totale del diritto alla gratuity, indipendentemente dagli anni di servizio maturati;

– DIFC Employee Workplace Savings (DEWS): nella free zone del Dubai International Financial Centre la gratuity classica è stata sostituita da uno schema di risparmio a contribuzione definita, versato mensilmente dal datore di lavoro in un fondo dedicato;

– Savings Scheme volontario nazionale: introdotto con la Risoluzione del Gabinetto n. 96/2023 e la Risoluzione Ministeriale n. 668/2023, permette ai datori di lavoro di sostituire la gratuity tradizionale con contributi mensili investiti su base volontaria;

– termine di pagamento: la legge impone il saldo della gratuity entro 14 giorni dalla fine del rapporto di lavoro, un vincolo molto più stringente rispetto ai tempi medi italiani.

Errori comuni da evitare (e perché conviene farsi seguire da un esperto)

L’errore più frequente riguarda la confusione tra stipendio lordo e stipendio base: molti lavoratori scoprono solo alla fine del rapporto che la loro gratuity è stata calcolata su una cifra molto più bassa di quella attesa. 

Altri errori tipici includono non verificare che il contratto sia correttamente registrato presso il MOHRE, sottovalutare il tetto massimo dei 24 mesi, o ignorare le clausole specifiche previste nelle Free Zone come DIFC e ADGM.

Se stai valutando un trasferimento a Dubai, capire in anticipo come funziona l’equivalente del TFR a Dubai ti permette di negoziare meglio il contratto e di pianificare con serenità il tuo futuro finanziario negli Emirati. 

Ogni situazione lavorativa è diversa, e un errore nella struttura contrattuale può costarti migliaia di dirham al momento della liquidazione.

Vuoi sapere esattamente quanto ti spetterebbe di gratuity nel tuo caso specifico, o hai dubbi sul tuo contratto prima di trasferirti a Dubai? 

Contattaci per una consulenza personalizzata: analizziamo il tuo profilo, il tuo contratto e ti aiutiamo a pianificare il trasferimento senza sorprese sulla tua liquidazione finale.

FAQ

Sì, si chiama end of service gratuity ed è regolata dal Federal Decree-Law No. 33 del 2021. Non matura mensilmente come il TFR italiano, ma viene calcolata solo al termine del rapporto di lavoro. 

Riguarda i lavoratori del settore privato soggetti al MOHRE.

Il lavoratore deve completare almeno 1 anno di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro.
Sotto i 12 mesi non spetta alcuna gratuity, indipendentemente dal motivo della cessazione. Dal secondo anno in poi il calcolo segue la formula prevista dall’articolo 51 della legge.

 

Il calcolo si basa esclusivamente sullo stipendio base indicato nel contratto MOHRE. Indennità di alloggio, trasporto, bonus e straordinari non vengono incluse nella base di calcolo.

Per questo motivo è fondamentale verificare la voce “basic salary” prima di firmare il contratto.

Per i primi 5 anni la gratuity si calcola con 21 giorni di stipendio base per ogni anno lavorato. Dal sesto anno in poi il calcolo sale a 30 giorni di stipendio base per ogni anno successivo. Questa differenza rende la gratuity progressivamente più vantaggiosa con l’aumentare dell’anzianità.

Sì, la legge fissa un limite pari a 24 mesi di stipendio base, cioè 2 anni di paga. 

Con uno stipendio base di 10.000 AED, ad esempio, la gratuity massima possibile è 240.000 AED. 

Il tetto si applica indipendentemente dagli anni di servizio effettivamente maturati.

No, dal 2 febbraio 2022 chi si dimette dopo almeno 1 anno di servizio ha diritto alla gratuity piena. 

In precedenza la legge prevedeva riduzioni del 50% o del 66% per chi si dimetteva prima dei 5 anni. 

Questa penalizzazione è stata abolita con il Decreto-Legge Federale n. 33 del 2021.

La legge impone il pagamento della gratuity entro 14 giorni dalla data di cessazione del rapporto. 

Questo termine è molto più stringente rispetto ai tempi medi previsti dai contratti collettivi italiani. 

Un ritardo oltre questa soglia può essere oggetto di reclamo presso il MOHRE.

Sì, nel DIFC la gratuity classica è stata sostituita dal DIFC Employee Workplace Savings (DEWS). 

Si tratta di uno schema a contribuzione definita, con versamenti mensili in un fondo dedicato. 

Un sistema simile a contribuzione volontaria è stato introdotto anche a livello nazionale con la Risoluzione del Gabinetto n. 96 del 2023.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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