Ogni anno migliaia di lavoratori stranieri a Dubai ricevono una lettera di licenziamento senza sapere quali diritti possano far valere. Nel 2026 la legge emiratina tutela il dipendente più di quanto si pensi, tra preavviso obbligatorio e indennità di fine servizio. Che tu sia un dipendente o stia valutando di aprire una società a Dubai, conoscere queste regole può farti risparmiare migliaia di dirham.
Cosa dice la legge sul licenziamento a Dubai nel 2026
Il licenziamento a Dubai è regolato dal Federal Decree Law n. 33 del 2021, in vigore dal 2 febbraio 2022 e integrato da modifiche nel 2023 e nel 2024.
Si applica alla maggior parte dei lavoratori del settore privato, comprese le zone franche non finanziarie.
Il contratto può terminare per mutuo accordo, per scadenza naturale, per decisione di una delle parti nel rispetto del preavviso, oppure per cause straordinarie come chiusura dell’azienda o insolvenza del datore di lavoro.
Esiste anche il licenziamento per giusta causa (articolo 44), che elenca dieci ipotesi in cui il datore di lavoro può interrompere il rapporto senza preavviso, tra cui frode, furto e assenza ingiustificata per sette o più giorni consecutivi.
Anche in questi casi, però, è obbligatoria un’indagine scritta prima del licenziamento.
Capire in quale categoria rientra la propria situazione è il primo passo per far valere i propri diritti del dipendente a Dubai.
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Preavviso: quanto dura e come funziona
La durata del preavviso di licenziamento a Dubai varia in base al contratto e all’anzianità di servizio.
Ecco i punti chiave:
– durata minima: 30 giorni di calendario, come stabilito dall’articolo 43;
– durata massima: fino a 90 giorni, secondo quanto concordato nel contratto;
– periodo di prova: preavviso ridotto a 14 giorni, o 30 se il lavoratore lascia definitivamente gli Emirati;
– mancato rispetto: se il datore di lavoro non rispetta i tempi, deve pagare l’intero stipendio del periodo mancante;
– permesso ricerca lavoro: un giorno non retribuito a settimana per cercare una nuova occupazione.
Il mancato rispetto del preavviso è contestabile direttamente davanti al MOHRE.
Indennità di fine servizio: a chi spetta e come si calcola
La indennità di fine servizio a Dubai, o gratuity, è spesso la voce economica più consistente per chi lascia il lavoro.
I punti essenziali dell’articolo 51:
– requisito minimo: almeno 1 anno di servizio continuativo;
– formula: 21 giorni di salario base per ciascuno dei primi 5 anni, 30 giorni per ogni anno successivo;
– base di calcolo: solo lo stipendio base, escluse indennità e straordinari;
– tetto massimo: 2 anni di retribuzione totale;
– termini di pagamento: entro 14 giorni dall’ultimo giorno di lavoro (articolo 53).
Dal 2023 esiste anche uno schema alternativo volontario di risparmio per fine servizio, regolato dalla Cabinet Resolution n. 96/2023.
Licenziamento senza giusta causa: cosa può fare il dipendente
Quando il licenziamento a Dubai avviene senza motivazione legittima, si parla di licenziamento arbitrario, spesso legato a una ritorsione dopo un reclamo del lavoratore.
In questi casi il tribunale del lavoro può riconoscere un risarcimento fino a 3 mensilità, oltre al preavviso non rispettato e alla gratuity maturata.
Per i contratti a tempo determinato, l’interruzione anticipata ingiustificata comporta un risarcimento pari alla retribuzione residua o a 3 mensilità, secondo l’importo più basso.
Il dipendente che ritiene di aver subito un licenziamento a Dubai ingiusto può presentare reclamo al MOHRE e, se necessario, rivolgersi al tribunale del lavoro entro 2 anni dalla cessazione del rapporto.
Confronto tra le diverse forme di cessazione del rapporto
| Tipo di cessazione | Preavviso dovuto | Indennità di fine servizio | Altri diritti |
| Dimissioni volontarie | 14-90 giorni | Sì, se almeno 1 anno | Ferie maturate, arretrati |
| Licenziamento ordinario | Minimo 30 giorni | Sì, per intero | Risarcimento se arbitrario |
| Giusta causa (art. 44) | Non dovuto | Sì, salvo deduzioni | Diritto a indagine scritta |
| Scadenza contratto | Non richiesto | Sì, se almeno 1 anno | Liquidazione entro 14 giorni |
Sanzioni per i datori di lavoro e tutele aggiuntive nel 2026
Dal 31 agosto 2024, le multe per violazioni gravi (assunzioni senza permesso, mancato pagamento delle spettanze) vanno da 100.000 a 1.000.000 di dirham, moltiplicabili per il numero di lavoratori fino a 10 milioni di dirham.
Il lavoratore licenziato ha inoltre diritto a una lettera di referenze e, in alcuni casi, a un periodo di grazia legato al visto per cercare una nuova occupazione senza dover lasciare subito il Paese.
Data la complessità della normativa, farsi assistere da consulenti specializzati in diritto del lavoro emiratino resta la scelta più sicura per chi affronta un licenziamento a Dubai, così come è consigliabile un supporto qualificato per chi sta valutando di aprire una società a Dubai e vuole gestire correttamente i rapporti di lavoro fin dall’inizio.
Se hai ricevuto una comunicazione di licenziamento, hai dubbi sui tuoi diritti negli Emirati Arabi Uniti, oppure stai pensando di aprire una società a Dubai, contattaci per una consulenza personalizzata: verificheremo la tua situazione e ti aiuteremo a far valere ogni tutela prevista dalla legge.
FAQ
Il preavviso minimo è di 30 giorni di calendario, come stabilito dall’articolo 43 del Federal Decree Law n. 33 del 2021.
Il contratto può prevedere un periodo più lungo, fino a 90 giorni, secondo quanto concordato tra le parti.
Durante il periodo di prova il preavviso si riduce invece a 14 giorni.
L’indennità di fine servizio a Dubai, o gratuity, è spesso la voce economica più consistente per chi lascia il lavoro
Il calcolo si basa su 21 giorni di salario base per ciascuno dei primi cinque anni.
Oltre il quinto anno, la quota sale a 30 giorni di salario base per ogni anno successivo.
La gratuity si calcola esclusivamente sul salario base del dipendente.
Sono escluse dal calcolo indennità, commissioni, straordinari e altri benefit accessori.
Questo aspetto è spesso frainteso da chi stima l’importo dovuto al termine del rapporto di lavoro.
Il datore di lavoro deve versare tutte le somme dovute, inclusa la gratuity, entro 14 giorni di calendario dall’ultimo giorno di lavoro.
Questo termine è previsto dall’articolo 53 della legge sul lavoro. Il mancato rispetto di questa scadenza espone l’azienda a conseguenze legali.
Il licenziamento per giusta causa è disciplinato dall’articolo 44 della legge sul lavoro. Comprende dieci ipotesi specifiche, tra cui frode, furto, aggressione a colleghi e assenza ingiustificata per sette o più giorni consecutivi.
In questi casi il datore di lavoro può interrompere il rapporto senza preavviso, ma deve comunque condurre un’indagine scritta.
No, secondo la normativa attuale il licenziamento per giusta causa non comporta automaticamente la perdita della gratuity.
Il datore di lavoro può però dedurre dall’importo eventuali danni economici provati.
Questo rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla legge precedente.
In caso di licenziamento ritenuto arbitrario, il tribunale del lavoro può riconoscere un risarcimento fino a tre mensilità di stipendio.
Questo importo si aggiunge al pagamento del preavviso non rispettato e alla gratuity maturata.
Il dipendente deve presentare reclamo entro due anni dalla cessazione del rapporto.
Il primo passo consiste nel presentare un reclamo al MOHRE, il Ministero delle Risorse Umane ed Emiratizzazione.
L’ente tenta una prima conciliazione tra le parti coinvolte.
Se la conciliazione non ha esito positivo, il dipendente può rivolgersi al tribunale del lavoro competente.