L’area OCSE registra un incremento del PIL, ma l’Italia si trova in una posizione sfavorevole rispetto agli altri paesi del G7. La situazione economica italiana continua la sua drammatica discesa verso il basso, trascinando nell’abisso famiglie e imprese del Bel Paese. Ecco perché gli italiani guardano all’estero in cerca di ristoro in un’economia sana e rigogliosa: i numeri favorevoli sono tutti per Dubai, il Paradiso Fiscale delle mille opportunità.
PIL Italia: penultimo posto nel G7
Secondo i dati recenti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, gli stati membri hanno visto una crescita media dello 0,5% nel secondo trimestre del 2024, mantenendo il trend positivo dei tre mesi precedenti.
Tuttavia, l’Italia continua a faticare: il PIL del nostro Paese si attesta al +0,2%, in calo rispetto al +0,3% del primo trimestre.
Questo risultato posiziona l’Italia al penultimo posto nel G7, superata solo dalla Germania, che ha registrato una contrazione del -0,1%.
Il calo del PIL tedesco è attribuibile a un decremento degli investimenti fissi in macchinari e attrezzature, oltre a un rallentamento nel settore delle costruzioni.
Al contrario, gli Stati Uniti mostrano un aumento del PIL, salendo al +0,7% grazie ai consumi privati, rispetto al +0,4% del primo trimestre.
Anche il Canada ha visto una leggera crescita, passando dallo 0,4% allo 0,5%, mentre la Francia mantiene un ritmo stabile a +0,3%.
Il Giappone, invece, ha registrato la performance migliore nel G7 con un +0,8%, recuperando dal -0,6% del primo trimestre, spinto dall’aumento dei consumi privati.
Tuttavia, su base annuale, il Giappone ha subito la maggiore flessione tra i sette paesi, con un -0,8% rispetto al secondo trimestre del 2023.
A livello generale, oltre la metà delle economie OCSE mostrano segnali di rallentamento nel secondo trimestre del 2024.
Tra le più colpite, Israele è scesa dal 4,1% del primo trimestre allo 0,3%. Anche Cile e Colombia registrano un calo, mentre Svezia, Lettonia, Lituania, Ungheria e Corea hanno visto il PIL scendere sotto lo zero.
PIL Dubai: la crescita continua
Il 28 maggio scorso, il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato che il prodotto interno lordo reale degli Emirati Arabi Uniti subirà un incremento di circa il 4% nel 2024, con un’inflazione media prevista intorno al 2%.
Questa crescita economica è attribuita a una significativa trasformazione nei settori del turismo, dell’edilizia e dei servizi finanziari.
Inoltre, l’aumento della domanda internazionale per immobili, l’espansione delle relazioni commerciali e la reputazione del paese come rifugio sicuro stanno contribuendo a far aumentare i prezzi delle abitazioni e degli affitti.
Si prevede anche un incremento del PIL legato al petrolio, grazie all’allentamento dei tagli alla produzione da parte dell’OPEC+.
Finora, l’impatto delle tensioni geopolitiche è stato contenuto, e la risposta rapida del Paese alle recenti inondazioni dimostra la sua resilienza.
Ecco perché Trasferirsi a Dubai diventa sempre più interessante per gli italiani, ormai troppo abituati ai conti negativi del Paese.v