Cambiamento climatico: Italia vulnerabile, UAE pionieri

Il cambiamento climatico sta alterando non solo l’ambiente in cui viviamo, ma anche le comunità, la salute e, non ultima, l’economia. Secondo lo studio di Scope Ratings l’Italia è esposta a grande rischio mentre gli UAE si impegnano nella sfida ambientale ottenendo ottimi risultati.
Politica Italia

Il cambiamento climatico sta alterando non solo l’ambiente in cui viviamo, ma anche le comunità, la salute e, non ultima, l’economia. Secondo lo studio di Scope Ratings l’Italia è esposta a grande rischio mentre gli UAE si impegnano nella sfida ambientale ottenendo ottimi risultati.

Cambiamento climatico: l’Italia è il Paese più a rischio d’Europa

Secondo uno studio condotto da Scope Ratings, l’Italia è il Paese più esposto in Europa ai rischi legati ai cambiamenti climatici.

L’agenzia di rating ha utilizzato il Macroeconomic Climate Stress Test (Mcst) di Scope Esg per valutare l’impatto dei rischi climatici sulle maggiori economie europee nei prossimi decenni.

Lo studio ha esaminato i rischi fisici, tra cui le inondazioni fluviali e la siccità, e i rischi di transizione, legati alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

In uno scenario peggiore, la transizione potrebbe costare all’Italia fino a 17,5 trilioni di euro nell’arco di trent’anni, pari al 14,5% del Pil cumulato.

Questo potrebbe avere un impatto significativo sull’economia italiana e sulla sua capacità di far fronte alle sfide future.

Al contrario, la Germania risulta essere il paese meno esposto ai rischi climatici, con un costo stimato pari a 7,1 trilioni di euro (il 3,2% del Pil cumulativo tra il 2020 e il 2050).

Il rapporto evidenzia come i costi siano distribuiti in modo sproporzionato tra i cinque maggiori Paesi dell’Unione europea. La Spagna segue l’Italia come il secondo paese più vulnerabile, con un impatto economico in caso di transizione tardiva pari a circa il 10,5% del Pil.

I Paesi Bassi e la Francia sono meno esposti ai rischi climatici rispetto all’Italia e alla Spagna.

Tuttavia, i costi legati a una transizione tardiva sono complessivamente pari a 41 trilioni di euro per le cinque maggiori economie dell’Unione europea.

Transazione energetica: l’Italia rischia di arrivare tardi

Secondo Hazem Krichene, senior director climate economist presso Scope Esg, “il cambiamento climatico in una transizione ritardata potrebbe costare ipoteticamente 17,5 trilioni di euro tra il 2020 e il 2050, pari al 14,5% del Pil”.

Il rapporto evidenzia anche che i costi saranno distribuiti in modo non uniforme nel trentennio e saranno più elevati in alcuni anni rispetto ad altri.

Ciò potrebbe avere un impatto significativo sull’economia italiana e sulla sua capacità di far fronte alle sfide future.

Il rapporto di Scope Ratings utilizza la metodologia Mcst per proiettare i rischi climatici in tre scenari sviluppati dal Network for Greening the Financial System (Ngfs):

  • lo scenario ordinato, che prevede l’introduzione graduale di politiche stringenti;
  • lo scenario disordinato (ritardato), con politiche divergenti tra settori per il raggiungimento del Net Zero e più stringenti a partire dal 2030;
  • lo scenario della serra, equivalente a una inattività sul fronte delle politiche per il contenimento dei cambiamenti climatici.

Il rapporto sottolinea l’importanza di adottare politiche efficaci per mitigare i rischi climatici e per promuovere una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Ancora una volta, insomma, l’Italia si è dimostrata incapace di affrontare una delle più importanti sfide dei nostri giorni.

Le conseguenze di questo comportamento inefficace produrranno effetti nefasti sulle famiglie, sulla salute e sull’economia dell’Italia.

Cambiamento climatico: Emirati Arabi Uniti agiscono con successo

I cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide più importanti che l’umanità deve affrontare nel XXI secolo.

Gli Emirati Arabi Uniti, in un forte impegno nella lotta ai cambiamenti climatici e nella salvaguardia degli ecosistemi costieri critici, hanno approvato la svolta delle mangrovie.

Questa iniziativa mira a ripristinare e proteggere 15 milioni di ettari di mangrovie a livello globale entro il 2030.

La svolta delle mangrovie è parte integrante dell’agenda di adattamento di Sharm El Sheikh, che cerca di accelerare gli sforzi di resilienza per le comunità vulnerabili in tutto il mondo.

Questa iniziativa è in linea con l’obiettivo della Race to Resilience di rendere 4 miliardi di persone – quasi la metà della popolazione mondiale – più resilienti entro il 2030.

Gli obiettivi chiave del Mangrove Breakthrough sono:

  • arrestare le perdite di mangrovie;
  • ripristinare la metà delle recenti perdite di mangrovie;
  • raddoppiare la protezione delle mangrovie su scala globale e richiedere un investimento di 4 miliardi di dollari entro il 2030 per conservare e rivitalizzare gli ecosistemi di mangrovie.

Cambiamento climatico: UAE puntano sulle mangrovie

L’approvazione degli Emirati Arabi Uniti della svolta delle mangrovie rappresenta un passo significativo verso la riduzione delle emissioni di carbonio e la conservazione dei tesori naturali del nostro pianeta.

Gli Emirati Arabi Uniti riconoscono l’importanza fondamentale delle mangrovie nella lotta ai cambiamenti climatici e nel sostegno alle nostre comunità costiere e non vedono l’ora di contribuire a guidare un vero cambiamento sul campo.

La svolta delle mangrovie è una iniziativa collaborativa tra la Global Mangrove Alliance (GMA) e i campioni di alto livello delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Il Mangrove Breakthrough mira a coinvolgere governi e partner che ospitano mangrovie, tra cui la società civile, la filantropia, le istituzioni finanziarie e la comunità scientifica per aumentare e accelerare definitivamente la conservazione e il ripristino degli ecosistemi di mangrovie.

UAE e conferenza ministeriale sulle mangrovie contro i cambiamenti climatici

La Conferenza ministeriale sulle mangrovie mira a plasmare un forte percorso per far progredire soluzioni basate sulla natura nella nostra lotta collettiva contro il cambiamento climatico.

Si concentrerà sull’accelerazione della finanza, della politica e della tecnologia per raggiungere l’obiettivo globale del Mangrove Breakthrough di ripristinare e proteggere 15 milioni di ettari di mangrovie, oltre a fermarne la distruzione, entro il 2030.

La Conferenza ministeriale sulle mangrovie si terrà il 9 dicembre, la “Giornata della natura, degli oceani e dell’uso del suolo” della COP28.

La conferenza invita tutte le parti interessate a far parte dell’evento e conferenza mira a coinvolgere governi e partner che ospitano mangrovie, tra cui la società civile, la filantropia, le istituzioni finanziarie e la comunità scientifica.

La svolta delle mangrovie rappresenta un passo significativo verso la riduzione delle emissioni di carbonio e la conservazione dei tesori naturali del nostro pianeta. Gli Emirati Arabi Uniti riconoscono l’importanza fondamentale delle mangrovie nella lotta ai cambiamenti climatici e nel sostegno alle nostre comunità costiere.

Il sostegno degli Emirati Arabi Uniti agli ecosistemi di mangrovie è ben noto, incluso il proprio obiettivo nazionale di piantare 100 milioni di piante entro il 2030.

Il Paese ha anche stretto una partnership con la Global Mangrove Alliance per sviluppare un piano d’azione per la conservazione delle mangrovie a livello globale.

Politica UAE: il servizio che funziona

Quando si parla di Italia, oramai, sembra di riferirsi ad un Paese che fatica ed arranca in qualsiasi settore.

Dalla politica all’economia, dalla finanza alla burocrazia, l’Italia si assicura un posto d’onore tra i Paesi più in difficoltà.

Fortunatamente, ci sono territori al mondo dove le cose funzionano, e funzionano molto bene.

Tra i Paesi con i tassi di benessere più alti, sia in termini economici che di qualità della vita, gli Emirati Arabi Uniti sono al vertice: in particolare, Dubai è la meta più scelta per vivere bene e far crescere la propria attività.

Ecco perché il numero di italiani che decide di trasferirsi a Dubai aumenta di giorno in giorno.

Se vuoi dare un nuovo valore alla tua esistenza, a quella della tua famiglia e al tuo business, lascia l’Inferno Fiscale delle inefficienze e dei disservizi e spostati a Dubai, unico vero Paradiso Fiscale dei nostri giorni che registra un benessere diffuso di alto livello.

Daniele Pescara
CEO & Founder Daniele Pescara Consultancy | Presidente FenImprese Dubai
Esperto in protezione patrimoniale, fiscalità e internazionalizzazione a Dubai; Master Partner nel Network de Il Sole 24 Ore, Forbes Professionals 2025 e 2026, menzionato da Forbes, Italpress, Il Sole 24 Ore e Gulf News.
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