Blinda il tuo patrimonio dove la tassazione massima è del 9% e l’imposta di successione non esiste. Nel 2026 sempre più famiglie italiane scelgono di trasferirsi a Dubai e istituire un trust DIFC per proteggere ciò che hanno costruito. Scopri trust a Dubai come funziona e perché può essere la mossa più intelligente per il tuo futuro.
Il quadro normativo che rende Dubai una fortezza per il tuo patrimonio
Dimentica i vecchi pregiudizi su Dubai come “paradiso fiscale opaco”.
Oggi il Dubai International Financial Centre è una giurisdizione di common law moderna, allineata agli standard OCSE e riconosciuta a livello internazionale.
Il riferimento principale è la DIFC Trust Law No. 4 of 2018, ispirata all’Uniform Trust Code statunitense e al modello inglese del common law trust.
Cosa è cambiato di recente? La Dubai Law No. 2 of 2025, in vigore dal 14 marzo 2025, ha attribuito alle DIFC Courts giurisdizione esclusiva sui trust registrati nel Centro.
Il DIFC Laws Amendment Law No. 1 of 2026 ha ribaltato l’onere della prova: ora è il creditore a dover dimostrare il dolo del settlor, ed è stato introdotto un termine di soli tre anni per le azioni di revocatoria.
Le clausole anti foreign judgment impediscono ai tribunali esteri di travolgere le disposizioni del trust.
Tradotto in pratica, comprendere trust a Dubai come funziona significa scoprire una blindatura giuridica che molte giurisdizioni europee, semplicemente, non offrono.

Richiedi una Valutazione Personalizzata
- Riceverai riscontro entro 24 ore
Entra in contatto con i nostri professionisti e scopri cosa comporta trasferirsi a Dubai: regime fiscale, requisiti e vantaggi per chi fa impresa.
Trust a Dubai come funziona: i tre protagonisti del meccanismo
Il trust non è una società, non è una fondazione, non è una persona giuridica.
È un rapporto fiduciario tra tre figure chiave, ciascuna con un ruolo preciso e ben definito dalla normativa DIFC.
Il settlor, ovvero il disponente, sei tu: la persona fisica o giuridica che istituisce il trust e trasferisce al suo interno gli asset, che possono essere immobili, quote societarie, conti finanziari, opere d’arte o criptovalute.
Il trustee è il fiduciario che amministra il patrimonio per conto dei beneficiari, deve essere obbligatoriamente un soggetto DFSA licensed oppure DIFC prescribed ed è vincolato da un dovere fiduciario stringente che lo obbliga ad agire sempre nel migliore interesse della struttura.
I beneficiari sono coloro che riceveranno reddito o capitale dal trust, ovvero figli, coniuge, soggetti terzi o anche enti benefici, e le distribuzioni seguono in modo rigoroso le regole stabilite nel trust deed.
Il protector è una figura opzionale ma molto richiesta dalle famiglie italiane HNWI, perché vigila sull’operato del trustee, può sostituirlo in caso di criticità e rappresenta un ulteriore livello di controllo sulla struttura fiduciaria.
Il punto chiave per capire davvero trust a Dubai come funziona è questo: la proprietà legale dei beni passa al trustee, mentre il vantaggio economico resta in capo ai beneficiari designati, e proprio questa separazione tra titolarità e godimento rappresenta il vero cuore della protezione patrimoniale a Dubai.
Va inoltre sottolineato che puoi essere settlor e beneficiario allo stesso tempo, mantenendo così un controllo significativo sull’intera struttura senza rinunciare ai vantaggi della segregazione patrimoniale.
Quale trust scegliere: la mappa delle tipologie disponibili
Non esiste “il trust” universale, esistono soluzioni su misura per obiettivi diversi e la scelta della tipologia giusta determina il livello di flessibilità, controllo e tutela.
Ecco le opzioni più richieste nel 2026:
– Trust revocabile: puoi modificarlo o scioglierlo durante la tua vita. Garantisce massima flessibilità e controllo continuativo sugli asset;
– Trust irrevocabile: una volta istituito è blindato. Offre la massima protezione patrimoniale e segrega in via definitiva i beni dal patrimonio personale;
– Trust discrezionale: il trustee decide a chi e quando distribuire. Strumento ideale per pianificazioni successorie complesse e per gestire eventi imprevisti in famiglia;
– Trust fisso: prevede regole rigide, tempi certi e distribuzioni programmate;
– Asset protection trust: pensato per imprenditori e professionisti esposti a rischi di responsabilità civile. Separa il patrimonio personale dalle pretese future di eventuali creditori;
– Purpose trust: privo di beneficiari, è destinato a uno scopo specifico, come la gestione di una holding di famiglia o la conservazione di una collezione d’arte;
– Charitable trust: orientato a finalità di pubblica utilità, come iniziative educative, religiose, sanitarie o ambientali.
Un’avvertenza importante: il trust DIFC non può detenere direttamente immobili nel Dubai mainland.
La soluzione tecnica è inserire una holding company controllata dal trust, che diventa titolare degli immobili.
Vantaggi fiscali nel 2026: i numeri che ti convinceranno
Veniamo alla parte che interessa di più.
Capire trust a Dubai come funziona sul piano fiscale significa parlare di numeri reali del 2026.
La UAE Corporate Tax, introdotta dal Federal Decree Law No. 47 of 2022, prevede un’aliquota del 9% sui profitti oltre AED 375.000, ma per il trust DIFC la vera chiave è l’Articolo 17 del Corporate Tax Law, che secondo la FTA Guide CTGFF1 di giugno 2026 garantisce ai trust senza personalità giuridica lo status di tax transparent per default.
I principali vantaggi fiscali del trust a Dubai nel 2026 sono i seguenti:
– zero personal income tax per i beneficiari residenti negli Emirati Arabi Uniti;
– zero capital gains tax sulle plusvalenze realizzate da persone fisiche;
– zero imposta di successione e donazione sul patrimonio detenuto in trust;
– trasparenza fiscale automatica ai sensi della Public Clarification CTP008 del 19 settembre 2025;
– participation exemption su dividendi e capital gains qualificati, secondo la Ministerial Decision No. 302 of 2024;
– cento per cento di proprietà straniera ammessa nel DIFC, senza obbligo di partner locale.
Un dettaglio operativo da non sottovalutare: il DIFC applica una withholding tax del 5% sulle distribuzioni a beneficiari residenti negli UAE, mentre i non residenti restano esenti.
Per il cliente italiano restano comunque applicabili gli obblighi CRS e il quadro RW, che vanno coordinati con una pianificazione professionale.
Trust a Dubai a confronto con altri strumenti: tabella comparativa
Per scegliere con consapevolezza serve un confronto diretto.
Ecco il trust a Dubai messo a paragone con le alternative più diffuse: trust italiano, fondazione DIFC e holding lussemburghese.
| Caratteristica | Trust a Dubai (DIFC) | Trust italiano | Fondazione DIFC | Holding Lussemburghese |
| Normativa | DIFC Law No. 4/2018 | Convenzione Aja 1985 | DIFC Law No. 3/2018 | Loi 10 août 1915 |
| Tassazione base | 0% (Art. 17) | IRES 24% più IRAP | 9% salvo Art. 17 | 24,94% nominale |
| Imposta di successione | Assente | 4%, 6%, 8% | Assente | Possibile in UE |
| Tutela dai creditori | Molto elevata | Media | Elevata | Media |
| Riservatezza UBO | Alta (Private Register) | Bassa | Alta | Media |
| Tempi di istituzione | 2 a 4 settimane | 4 a 8 settimane | 4 a 6 settimane | 6 a 10 settimane |
| Capitale minimo | Nessuno | Nessuno | USD 100 | EUR 12.500 |
| Tribunale competente | DIFC Courts | Tribunale italiano | DIFC Courts | Tribunale Lussemburgo |
| Riconoscimento Italia | Convenzione Aja | Diretto | Convenzione Aja | Direttiva UE |
La differenza è evidente: il trust a Dubai vince su tassazione, tempi, riservatezza e blindatura giuridica, restando perfettamente compatibile con l’ordinamento italiano grazie alla Convenzione dell’Aja.
Costi, tempi e step operativi per partire
Sapere trust a Dubai come funziona sul piano operativo ti evita brutte sorprese e ti permette di pianificare al meglio l’investimento.
Il percorso si articola in sei fasi: analisi del profilo e mappatura del patrimonio, scelta della tipologia di trust più adatta, redazione del trust deed, nomina del trustee DFSA licensed, registrazione presso il DIFC Registrar of Companies e adempimenti AML/CFT, la cui deadline FTA è stata estesa al 24 aprile 2026.
Ecco i valori medi di mercato 2026 per istituire un trust a Dubai.:
– Set up fee del trust: da USD 8.000 a USD 25.000;
– Trustee fee annuale: tra lo 0,5% e l’1% degli asset gestiti, con minimo di circa USD 15.000;
– Legal fee per il trust deed: da USD 5.000 a USD 20.000;
– Tempi di registrazione DIFC: da 2 a 4 settimane lavorative;
Da gennaio 2026 è operativo il DIFC Private Register, che potenzia la riservatezza dei beneficial owner mantenendo la piena conformità OCSE.
Capire trust a Dubai come funziona è una cosa, costruirlo correttamente è un’altra: un errore strutturale può rendere inefficace l’intera operazione.
Affidarsi a un consulente specializzato per trasferirsi a Dubai e istituire correttamente il proprio trust non è un costo, ma il vero investimento che protegge tutto il resto.
FAQ
Il trust a Dubai è un rapporto fiduciario disciplinato dalla DIFC Trust Law No. 4 of 2018, che ha sostituito la precedente legge del 2005.
La normativa è ispirata all’Uniform Trust Code statunitense e al common law trust UK model, garantendo standard internazionali riconosciuti.
Nel 2026 il quadro è stato ulteriormente rafforzato dal DIFC Laws Amendment Law No. 1 of 2026, che ha potenziato la protezione patrimoniale.
Possono istituire un trust DIFC sia persone fisiche che persone giuridiche, italiane o straniere, senza alcun obbligo di residenza negli Emirati Arabi Uniti.
Il settlor deve avere piena capacità giuridica e non è richiesto un capitale minimo per la costituzione.
Nel DIFC è ammessa il 100% di proprietà straniera, senza necessità di partner locale.
Sì, il trust a Dubai è riconosciuto in Italia grazie alla Convenzione dell’Aja del 1985, ratificata dall’Italia con la Legge n. 364 del 1989.
Questo significa che gli effetti giuridici del trust DIFC sono opponibili anche nei confronti dell’ordinamento italiano.
Restano comunque applicabili gli obblighi CRS e il monitoraggio fiscale tramite quadro RW per i residenti fiscali italiani.
I tempi di registrazione presso il DIFC Registrar of Companies vanno da 2 a 4 settimane lavorative dalla presentazione del dossier completo.
A questi vanno aggiunte le settimane preliminari per l’analisi del patrimonio, la scelta della tipologia di trust e la redazione del trust deed.
In totale, una procedura ben gestita si conclude in circa 6 settimane.
La set up fee del trust varia da USD 8.000 a USD 25.000, in base alla complessità della struttura scelta.
La trustee fee annuale si colloca tra lo 0,5% e l’1% del valore degli asset gestiti, con un minimo di circa USD 15.000.
A questi costi si aggiunge la legal fee per la redazione del trust deed, che varia da USD 5.000 a USD 20.000.
I trust DIFC privi di personalità giuridica autonoma sono tax transparent per default, ai sensi dell’Articolo 17 del Corporate Tax Law e della FTA Guide CTGFF1 di giugno 2026.
Il reddito non viene tassato in capo al trust ma fluisce verso i beneficiari, dove negli Emirati non sussiste personal income tax.
Il DIFC applica però una withholding tax del 5% sulle distribuzioni a favore di beneficiari residenti negli UAE, mentre i non residenti restano esenti.
In un trust DIFC è possibile conferire una vasta gamma di asset, tra cui quote societarie, conti finanziari, opere d’arte, criptovalute e polizze assicurative.
Gli immobili nel Dubai mainland non possono essere detenuti direttamente, ma vengono gestiti attraverso una holding company controllata dal trust.
Solo i trust istituiti dentro DIFC e ADGM possono detenere immobili nel proprio territorio in via diretta.
Sì, il DIFC Laws Amendment Law No. 1 of 2026 ha ribaltato l’onere della prova, addossandolo al creditore che deve dimostrare il dolo del settlor.
È stato inoltre introdotto un termine di soli 3 anni per le azioni di revocatoria, dopo il quale gli asset diventano definitivamente intoccabili.
Le clausole anti foreign judgment impediscono inoltre ai tribunali esteri di travolgere le disposizioni del trust DIFC.


