Nel primo semestre 2026 il commercio non petrolifero degli Emirati ha raggiunto 1.940 miliardi di dirham, con una crescita del 13,1% su base annua. E lo ha fatto nell’anno in cui la guerra ha messo in crisi il transito nello Stretto di Hormuz. Se stai pensando di investire a Dubai e le tue merci partono ancora dall’Italia verso Medio Oriente, Africa e Asia, continua a leggere: scoprirai perché un hub distribuzione logistica a Dubai può ridurre tempi, costi e tasse, e come costruirlo nel modo giusto.
Perché un hub distribuzione logistica a Dubai cambia le regole del gioco
Dubai non è solo grattacieli e turismo: è una piattaforma commerciale costruita per smistare merci verso mercati lontani.
Le esportazioni non petrolifere del primo semestre 2026 hanno toccato il record di 452,8 miliardi di dirham, in aumento del 23,9%.
La Cina è stata il primo partner commerciale, seguita da Svizzera e India, segno che gli Emirati fanno da ponte tra Oriente e Occidente.
Il cuore di questo sistema è la free zone di Jebel Ali (JAFZA).
Tra gennaio e aprile 2026 ha attirato 854 milioni di dirham di nuovi investimenti in logistica, manifattura, alimentare e sanità, e oggi ospita 12.000 imprese.
Il governo di Dubai considera l’espansione dell’aeroporto Al Maktoum un fattore chiave della Dubai Economic Agenda D33.
Tradotto per un imprenditore: chi apre un hub distribuzione logistica a Dubai entra in un ecosistema che continua a crescere anche nei momenti difficili.
Richiedi una Valutazione Personalizzata
- Riceverai riscontro entro 24 ore
Scopri come costituire e gestire una società a Dubai, ottieni i vantaggi fiscali e nel rispetto della normativa vigente.
Jebel Ali e Dubai South: i due motori della logistica emiratina
Partiamo da una verità che molti non raccontano.
Nel primo semestre 2026 Jebel Ali ha movimentato 3,14 milioni di TEU, contro i 7,77 milioni dello stesso periodo del 2025, a causa della crisi di Hormuz.
Il porto però è pienamente operativo e non ha subito danni, e gli Emirati hanno reagito in fretta.
Ecco su cosa può contare oggi chi sceglie un hub logistico a Dubai:
– corridoi terrestri doganali: da marzo DP World ha spostato 500.000 TEU su strada e ferrovia nel Golfo, con circa 3.000 movimenti di camion al giorno e collegamenti in regime doganale tra Fujairah, Khorfakkan e Jebel Ali;
– nuovi terminal a Fujairah: DP World ne prevede due, con una concessione di 50 anni, sulla costa orientale e quindi fuori dallo Stretto;
– Etihad Rail: nel 2026 la ferrovia ha trasportato 129.000 container attraverso 11 terminal che collegano poli industriali e porti come Jebel Ali e Khalifa;
– aeroporto Al Maktoum a Dubai South: un progetto da 35 miliardi di dollari, con la prima fase operativa nel 2032 e una capacità finale di 12 milioni di tonnellate di merci l’anno;
– cantieri già avviati: sono in corso lavori per 13 miliardi di dirham e altri 55 miliardi di contratti saranno assegnati entro la fine del 2026;
– corridoio intermodale tra porto e aeroporto: il Dubai Logistics Corridor collega il porto di Jebel Ali all’aeroporto Al Maktoum.
Morale: Dubai sta trasformando una crisi in una rete logistica con più vie d’uscita.
Free zone a confronto: dove aprire il tuo hub logistico
Scegliere la free zone giusta è la decisione che pesa di più sui costi del tuo magazzino a Dubai.
Dubai South e JAFZA sono le due free zone più confrontate da chi lavora nella logistica.
Nel Logistics District di Dubai South, licenza, un visto e un piccolo magazzino da 500 mq costano tra 45.000 e 85.000 AED il primo anno, allestimento escluso.
Per chi vuole solo una sede commerciale, una licenza base a Dubai South parte da circa 8.500 AED, considerando solo i costi di registrazione.
| Free zone | Accesso diretto | Ideale per | Dato chiave 2026 | Costo indicativo primo anno |
| JAFZA (Jebel Ali) | Porto di Jebel Ali e corridoi verso Fujairah | Distribuzione via mare, trading, manifattura | 12.000 imprese e 854 milioni di AED investiti tra gennaio e aprile | Su preventivo, in base a metratura e visti |
| Dubai South, Logistics District | Aeroporto Al Maktoum e corridoio con Jebel Ali | Cargo aereo, commercio online, farmaceutico | Aeroporto da 12 milioni di tonnellate di merci a regime | Da 45.000 a 85.000 AED (licenza, 1 visto, magazzino 500 mq) |
| Dubai South, Business Park | Area aeroportuale, senza magazzino | Sede commerciale, trading leggero | Sedi regionali e uffici vicino all’aeroporto Al Maktoum | Licenze base da circa 8.500 AED, solo costi di registrazione |
Ricorda che questi costi sono stime di operatori specializzati e vanno sempre confermati con l’autorità della free zone.
Vantaggi fiscali delle free zone: quanto risparmi davvero
Qui la normativa è chiara, ma va letta con attenzione.
– Corporate Tax al 9% sugli utili oltre 375.000 AED, introdotta dal Decreto Legge federale n. 47 del 2022.
– Aliquota dello 0% per le società qualificate come Qualifying Free Zone Person (QFZP) sul reddito qualificante, a patto di avere sostanza economica reale negli Emirati e di restare sotto la soglia di ricavi non qualificanti (il minore tra il 5% dei ricavi e 5 milioni di AED).
– Dazi sospesi: finché le merci restano all’interno della free zone non si pagano dazi doganali;
– IVA al 5%, con trattamenti agevolati solo nelle designated zone: verifica sempre lo status della zona scelta;
– Proprietà straniera al 100% della società in free zone;
– Accordi CEPA: dal 2021 gli Emirati hanno concluso 38 accordi di partenariato economico. Quello con la Corea del Sud è in vigore dal 1° maggio 2026, quello con il Vietnam dal 3 febbraio;
– Interscambio in crescita: nel primo semestre 2026 il commercio con i paesi CEPA già in vigore ha raggiunto 304,3 miliardi di dirham.
Attenzione però: le società di Dubai South non sono esenti da imposte in automatico.
Lo 0% si ottiene rispettando requisiti precisi, e per questo serve una pianificazione fatta bene fin dal primo giorno.
Come avviare un hub distribuzione logistica a Dubai, passo dopo passo
Il primo passo è definire il tuo modello: smisti container via mare, spedisci per via aerea o vendi online?
Dalla risposta dipende la scelta tra Jebel Ali e Dubai South.
Poi si sceglie la licenza commerciale o logistica e la forma giuridica, Free Zone Establishment o Free Zone Company.
Segue la registrazione doganale presso Dubai Customs, indispensabile per importare e riesportare.
Nello stesso momento si individua il magazzino: nel Logistics District gli spazi costano indicativamente tra 25 e 45 AED al piede quadrato all’anno.
Arrivano poi i visti per te e per il tuo team, l’apertura del conto corrente aziendale e la registrazione alla Corporate Tax presso la Federal Tax Authority.
L’errore più costoso?
Pensare solo al porto e dimenticare il piano B.
Nel 2026 un hub distribuzione logistica a Dubai efficiente prevede anche rotte alternative via Fujairah o Khorfakkan.
Trasportare le merci via terra dalla costa orientale, infatti, può costare da quattro a cinque volte di più rispetto alla rotta via Hormuz verso Jebel Ali, e va messo in conto fin dall’inizio.
Il partner giusto fa la differenza: il tuo hub a Dubai con Daniele Pescara Consultancy
Sulla carta, aprire una società a Dubai sembra semplice.
Nella pratica, ogni scelta sbagliata su free zone, licenza o fiscalità si paga per anni.
Un consulente che conosce il territorio ti aiuta a scegliere la zona giusta, a impostare la struttura societaria e a ottenere i vantaggi fiscali delle free zone senza brutte sorprese.
Il team di Daniele Pescara Consultancy affianca gli imprenditori italiani che vogliono investire a Dubai con un progetto solido e sostenibile.
Il momento giusto per muoversi è adesso: chi pianifica oggi sarà pronto quando i traffici nel Golfo torneranno a pieno regime.